Il dolore
L'ultimo saluto all’albergatore Innocenti
Gremita la chiesetta di viale Bicchierai, in tanti hanno seguito la funzione dal marciapiede. Il saluto di sindaco e colleghi
MONTECATINI. Non è vero che la morte cancella tutti i ricordi brutti. Anzi, a volte una bara in legno chiaro può far ricordare che quando il vento è giusto le vele fanno il loro dovere, ma quando il mare si ingrossa e la barca comincia a fare acqua, solo il capitano resta a bordo. E questa è anche la storia di Roberto Innocenti, storico albergatore di Montecatini morto a 75 anni dopo una lunga malattia. E di cui ieri mattina si sono svolti i funerali.
Non era difficile essere tutti amici e contenti negli anni d'oro di Montecatini. Alberghi stracolmi, negozi pieni, la fila alla cassa delle Terme. Vip che camminavano per strada. La stagione che finiva ad ottobre e ricominciava per Pasqua. In inverno c'era solo da raccontarsi aneddoti e contare i soldi guadagnati, investire nelle proprie attività ed aspettare la stagione successiva. Poi sono arrivati gli anni bui, il prodotto termale ha perso la sua attrattiva, la gente ha scelto altre mete, i turisti sono cambiati. E anche il prodotto alberghiero di qualità.
Roberto Innocenti era un uomo d'altri tempi che, dopo anni di gavetta in giro per l'Italia, era tornato nella sua amata Montecatini e aveva gestito alcuni fra gli alberghi più importanti. Il Grand Hotel Vittoria era il suo fiore all'occhiello (fra i tanti, in città e fuori) e quando, dopo decenni di impegno e investimenti, aveva dovuto lasciarlo, per lui nulla era stato più come prima. La malattia lo ha colpito e bloccato in un letto. Circondato dall'amore della famiglia e degli amici veri, ma dimenticato da tante persone che negli anni aveva aiutato e fatto lavorare nelle strutture alberghiere che gestiva.
Nessuno è profeta in patria è la frase più stupida da ripetere, bisognerebbe anzi dire che nessuna patria si merita un buon profeta quando lo dimentica. E a poco servono tanti occhi lucidi o ricordi di chi forse avrebbe potuto fare di più quando serviva. Non solo per Roberto Innocenti, ma per Montecatini, che ha raccolto i frutti marci di una politica e un atteggiamento troppo spesso invidioso ed egoistico.
Ma c'era anche tantissima gente davvero commossa, arrivata da tutta Italia, ieri nella chiesetta attigua all'Albergo Millenium di viale Bicchierai. Talmente tanta che in molti sono rimasti fuori, sul marciapiede. Tutti lì, per l'ultimo saluto a Roberto, albergatore e consigliere comunale agli inizi del millennio.
Condoglianze alla moglie Michela, e ai figli Michele e Beatrice, sono state portate dagli amici veri. A cominciare dal compagno di avventura politica Alberto Lapenna. Espressioni di cordoglio, già da venerdì, erano arrivate inoltre dal sindaco Luca Baroncini a nome di tutta l’amministrazione comunale. E da Carlo Bartolini, presidente dell’associazione albergatori Apam (di cui Innocenti aveva fatto parte prima di confluire nella neonata Apia).
Da segnalare anche che il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, parlando con “Il Tirreno”, ha voluto ricordare Innocenti e la sua appartenenza alla massoneria.
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