La protesta
Così un negozio aiuta a far rinascere la capitale della Svizzera Pesciatina
VELLANO. Nel capoluogo della Svizzera Pesciatina da un paio di mesi c’è una novità. Un negozio, senza insegna che ha il sapore di un’altra epoca.
«Qualche anno fa io e mio marito abbiamo dato una svolta alla nostra vita, prima comprando una casa vicino a Medicina e poi un’altra qui a Vellano», spiega Claudia Benigni, 32 anni. «Da questo è poi partito il motore per un altro progetto: prendere in affitto un piccolo locale per dare un futuro alla zona».
L’aspetto esterno del negozio è rigoroso, eppure varcando la soglia siamo catapultati in un emporio di altri tempi, la dovizia di dettagli ricostruisce una calda bottega anni Cinquanta non un gelido minimarket. Prosciutti appesi, formaggi esposti in vetrina, marche diversi tipi di pasta e poi piccoli utensili da giardino o per le prime emergenze. Cassette stracolme di verdura della Valle del Serchio. Barattoli di miele prodotti da un’azienda agricola a chilometro zero.
«Non mi sembrava giusto questo abbandono e anche verso la comunità, perché qui vivono tante persone».
Claudia illustra pacatamente il suo quotidiano: «Oltre a svolgere un lavoro di rappresentanza home office, riesco a seguire anche questo. Siamo aperti dalle ore 8 alle 13 e dalle 17 alle 20 anche il sabato e la domenica». Assieme al marito Leonardo Innocenti, 45 anni, il loro punto vendita è un tuffo nel passato e «un’opportunità per coloro che non sono riusciti a fare la spesa».
«In un raggio di diciotto chilometri non c’è niente - incalza Leonardo -, le persone quando vedono questo negozio con la nostra varietà di formaggi, sono incuriositi. Pane fresco sempre. Due tipologie di forni, quindi anche pane per chi ha problemi con il glutine. Un negozio che cerca di cucire un vestito su misura per le persone. I clienti sono soddisfattissini e noi più di loro». —
Annalisa Ercolini
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