Sicurezza
Operaio falciato sulle strisce, il ricordo degli amici
A Monsummano parlano di Alessandro come dell’amico di tutti e di una persona molto generosa
MONSUMMANO. «Alessandro era un po’ l’amico di tutti. Il primo che salutava e, se lo trovavi al bar, era lui che offriva sempre il caffè». C’è sconcerto, davanti alla casa del 40enne investito e ucciso sulla strada regionale 425 Francesca, in località Pazzera. Qui, ieri mattina, si è radunato un gruppo di familiari, gli occhi gonfi dal pianto. Hanno saputo quello che è successo e sono corsi a dare sostegno alla madre di Alessandro Remollino, Rosalia, e anche alla sorella Maria Teresa.
«Stava andando a lavorare, come ogni mattina – racconta una vicina – Si fermava sempre a comprare il biglietto per il pullman o le sigarette».
«Lo vedevo arrivare da lì, tutte le mattine – racconta la signora, indicando con la mano una stradina a una cinquantina di metri di distanza – Scambiavamo due parole, prima di arrivare all’edicola. Poi lui entrava, faceva gli acquisti e attraversava la strada, aspettando che il bus arrivasse».
«Una bella famiglia, originaria della Sicilia – prosegue un’altra residente di Pazzera – erano così uniti. Un anno e mezzo fa, Alessandro aveva perso suo padre. Era stato un grande dolore, erano molto legati. Ma poi si erano fatti forza, superando quel difficile momento per tutta la famiglia».
Mancherà a tutti quel ragazzo gentile ed educato che i vicini e i familiari hanno visto crescere sotto i loro occhi. Vederlo senza vita, nel fosso a lato strada, ha provocato una grande sofferenza. I più osservano, da lontano. Ma ad avvicinarsi proprio non ce la fanno.
«Gli abbiamo voluto tutti bene, qui – concludono i vicini di casa – porteremo dentro di noi il suo ricordo, la sua energia, il suo sorriso. Non ce la facciamo a vederlo, quel lenzuolo calato su di lui. Tutti i suoi sogni e le sue speranze sono state spezzate. In un attimo».
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