Il Tirreno

Montecatini

il caso dell’alberghiero 

Niente sospensione per gli studenti che avevano diffuso le immagini del topo

Martina Trivigno
Niente sospensione per gli studenti che avevano diffuso le immagini del topo

Il consiglio di classe, all’unanimità, ha deciso di far seguire alle due classi coinvolte un corso su privacy e social network

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montecatini. Il dado è tratto. Ieri il consiglio di classe, alla fine, ha detto no. Non sarà sospeso il gruppo formato da poco meno di una decina di ragazzi che frequentano due classi quinte dell’Istituto alberghiero “Ferdinando Martini” di Montecatini. La “colpa” che veniva loro imputata dalla scuola era quella di aver diffuso il video di un topo ripreso nelle cucine, mercoledì 9 ottobre.

Niente linea dura da parte della scuola, insomma. Ma, in ogni caso, tutte e due le classi dovranno seguire un corso di formazione nell’ambito del percorso di cittadinanza e Costituzione previsto per l’esame di Stato.

Un verdetto tanto atteso, che ha spaccato l’opinione pubblica. Ma che non ha diviso il consiglio di classe nel prendere la decisione finale. «La questione è stata oggetto di discussione – fa sapere l’istituto alberghiero – ma sulla scelta, presa all’unanimità, non ci sono stati dubbi: niente sospensione per i ragazzi coinvolti, ma soltanto un corso di cui beneficeranno le classi intere».

«In quell’occasione – aggiunge l’istituto – si parlerà di privacy e anche dell’importanza dei social network e della diffusione delle immagini in rete. E anche delle conseguenze che potrebbero derivare da queste azioni. Ci saranno dei professionisti del settore che spiegheranno tutti questi aspetti ai ragazzi. Perché sono temi da non trascurare, soprattutto ai giorni d’oggi».

Tutto comincia il 9 ottobre scorso, quando due classi dell’alberghiero si trovano in cucina alla Querceta, la succursale della scuola.

Gli studenti, allora, prendono in mano lo smartphone e cominciano a riprendere il piccolo roditore che si aggira spaurito sopra un condotto d’areazione. Ma non finisce qui: i ragazzi decidono di postare i l video che hanno realizzato sui social network. Pensano, forse, che si tratti soltanto di un pizzico di goliardia. La scuola, intanto, comunica la presenza del topo in cucina, che resterà chiusa per cinque giorni per la deratizzazione. Ma, al tempo stesso, i ragazzi rischiano di essere sospesi. Per aver violato il regolamento d’istituto – aveva spiegao al Tirreno il preside Riccardo Monti – perché gli studenti non sono autorizzati a riprodurre (e quindi diffondere) immagini e video all’interno della scuola. Anche se – aveva sottolineato sempre il preside – quel giorno stavano realizzando un book fotografico delle specialità culinarie.

Un’attenuante non trascurabile che, alla fine, deve aver fatto spostare l’ago della bilancia del consiglio di classe a favore degli studenti, a cui non sarà irrogata alcuna sanzione disciplinare. I ragazzi, adesso, possono tirare un sospiro di sollievo. E pure la scuola che sui social, per la vicenda, era stata bersaglio di più di una polemica. —

Martina Trivigno

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