Gioco
La fontana di piazza del pistoiese Guidotti in realtà fu progettata dal “termale” Brizzi
L’assessore Sartoni mostra documenti che dimostrano anche la stessa paternità per la “gemella” di piazza 7 settembre
MONTECATINI. Villa Perrotta in viale della Libertà, ricorda molto le tipiche case inglesi di fine Ottocento, magari con sala da the, location perfetta per l’ambientazione di un bel romanzo giallo. Ed in effetti ieri mattina in quella sede l’assessore al Patrimonio immobiliare Alessandro Sartoni, senza baffoni ma in perfetto completo “british”, ha vestito, con una certa soddisfazione, i panni di un Hercule Poirot valdinievolino, risolvendo in gran parte un caso piuttosto complicato di architettonica appartenenza.
Mentre la saletta riunioni si riempie, sul grande tavolo rotondo compaiono fogli e fascicoli e Sartoni inizia a svelare l’arcano. «Mi è sempre dispiaciuto – ha esordito – non riuscire a valorizzare la vasca in travertino di Piazza 7 settembre e così, partendo dal sito del Comune, alla pagine “Sculture d’acqua”, è partita la mia ricerca di notizie ed approfondimenti. Quasi per caso mi sono imbattuto nelle pratiche relative alla fontana di piazza del Popolo, allora Umberto I, da sempre attribuita allo scultore pistoiese Antonio Guidotti e datata 1913. Ho chiesto ulteriori approfondimenti all’ufficio tecnico che mi ha recapitato un faldone sulla procedura di realizzazione non solo della fontana monumentale di piazza Umberto, ma pure di altre due vasche ornamentali da situare una in piazza Salsero (ora piazza 7 Settembre) e l’altra in una certa piazza 30 Ottobre».
«Una realtà, dunque – prosegue inforcando gli occhiali – assai diversa da ciò che sapevamo».
«Ho fatto ulteriori ricerche ed ecco cosa è venuto fuori – dice alzando un foglio– cito testualmente: “Udita la relazione dell’ufficio tecnico comunale da parte del Cavalier Luigi Righetti, il commissario prefettizio Ambrogi delibera di approvare la richiesta di 130.000 lire per l’attuazione di tre vasche ornamentali, indispensabili nella prima stazione curativa d’Italia”. E, colpo di scena, la data: il 5 gennaio 1926 e noi il presunto 1913».
«Quindi – sentenzia aprendo il documento – ecco il progetto a firma dell’Accademico della Regia Accademica delle Belle Arti di Firenze, il professor Raffaello Brizzi, montecatinese doc».
«Ed è così spiegata la presenza – dice indicando una distinta signora e un elegante signore la cui identità non era stata svelata – di Ornella Brizzi, nipote di colui che ha progettato mezza Montecatini e gran parte della Toscana di quei tempi; e del professor Roberto Giovannelli, Accademico ordinario e Vicepresidente della classe di Pittura della fiorentina Accademia delle Arti del Disegno a comprovare il tutto. «L’ho sempre saputo – esclama commossa la nipote – ma non avevo documenti a supporto, compreso un pacco di foto di allora che non riesco più a trovare».
A chiusura (parziale) del giallo l’ufficiale cambio di nome di un monumento cittadino: da adesso “Fontana Raffaello Brizzi”. –
Roberto Grazzini
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