Attenzione
“Posta Club”, per l’ex sindaco il pm chiede il proscioglimento
Rinaldo Vanni davanti al gup con l’accusa di omissione di atti d’ufficio con la funzionaria comunale Barbara Ammendola dopo l’esposto dei gestori
MONSUMMANO. La procura di Pistoia ha chiesto il proscioglimento per l’ex sindaco di Monsummano, nonché ex presidente della Provincia, Rinaldo Vanni (Pd). L’accusa nei suoi confronti è quella di omissione di atti d’ufficio, in concorso con la funzionaria comunale Barbara Ammendola. Un procedimento penale che ruota attorno all’annosa vicenda del “Posta Club” di piazza Quattro Novembre, l’ex “Chalet”, adesso chiuso da tempo.
Ieri mattina, nell’udienza preliminare davanti al gup, il pm ha chiesto il non luogo a procedere al termine della sua requisitoria. Richiesta avanzata anche dal difensore di Vanni, l’avvocata Cecilia Turco. Il pm ha invece chiesto il proscioglimento solo parziale per la funzionaria, insistendo per il rinvio a giudizio per alcune delle contestazioni nei suoi confronti. Martedì prossimo la sentenza.
Le indagini erano partite dall’esposto presentato dal titolare della società a cui il Comune aveva dato in locazione il locale. I fatti contestati risalgono al periodo tra il giugno 2012 e il luglio 2014. L’imputazione nei confronti di Vanni e Ammendola, in qualità, rispettivamente, di sindaco e funzionario responsabile del Suap, era quella di aver omesso “di esercitare i doveri di vigilanza a tutela della sicurezza pubblica degli avventori del locale e i poteri di risoluzione del contratto di locazione stipulato il 29 marzo 2010 tra il Comune di Monsummano e la società L’Oasi per inosservanza degli articoli 9, 10 e 14 del contratto stesso... Nonostante fossero a conoscenza dell’utilizzo dell’immobile in maniera non congrua rispetto alle autorizzazioni commerciali in essere. In particolare, il locale veniva adibito stabilmente a discoteca, mentre vi era l’obbligo contrattuale di esercitarvi esclusivamente attività di bar-ristorante, dancing-pub e trattenimenti musicali dal vivo”.
Il locale, invece, avrebbe dovuto avere un’apposita licenza. “Invece, il funzionario del Suap rilasciava di anno in anno la licenza temporanea per trattenimenti musicali e danzanti all’aperto per singole serate, omettendo di approfondire le numerose segnalazioni”.
Rinaldo Vanni si è sempre difeso spiegando che tali materie non erano competenza del sindaco. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
