La protesta
Padule di Fucecchio, no alla gestione divisa tra le istituzioni
Le associazioni ambientaliste definiscono “colpo di mano” quello che si prepara nell’incontro tra Regione e Comuni
LARCIANO. Mentre le associazioni ambientaliste, da decenni impegnate per la tutela del Padule di Fucecchio, sono da tempo in attesa di un incontro che è stato promesso dal presidente Enrico Rossi per cercare in modo condiviso e partecipato una soluzione che possa salvaguardare il patrimonio naturale inestimabile di quest’area, a fronte dell’ipotesi di suo smembramento che le associazioni fin dall’inizio hanno contestato, ci giunge ora notizia che nei prossimi giorni (giovedì 10 ottobre) ci sarà un incontro fra Regione e Comuni dell’area che potrebbe portare a chiudere la questione con una sorta di “colpo di mano” istituzionale a favore della frammentazione gestionale del Padule».
È un vero e proprio grido di allarme quello che arriva da Legambiente Toscana, Italia Nostra Toscana, Lipu, Wwf Italia, Amici del Padule di Fucecchio. Che a proposito dell’incontro, affermano: «Si tratterebbe di un atto gravissimo sia dal punto di vista delle sue ricadute, con la perdita di una unitarietà di gestione che è l’unica forma che può consentire una adeguata tutela del Padule; sia dal punto di vista politico-istituzionale, segno evidente di una chiusura di ogni dialogo con la cittadinanza attiva e in particolare con quelle associazioni che da sempre si sono impegnate per la conservazione dell’area».
I rappresentanti dell’ambientalismo inviano dunque al presidente della Regione una richiesta in cinque punti: fermare qualsiasi ipotesi di smembramento gestionale della Riserva naturale, «che se divisa in frammenti affidati a diversi enti gestori fra le istituzioni locali, perderà qualsiasi forza di effettiva tutela»; mantenere gli impegni presi nei confronti delle associazioni, «proseguendo in un confronto aperto che era stato dichiarato e ancora non concluso dalla stessa giunta regionale; affrontare la questione Padule in modo tecnico «e non solo sulla base di pesi ed influenze di natura politica»; non disperdere il lavoro portato avanti negli anni, bensì assicurare una continuità alla corretta gestione del Padule; invece di pensare allo smembramento dell’area, «procedere a quell’ampliamento dell’area protetta che dovrebbe essere elemento primo di qualsiasi politica su una zona umida di importanza eccezionale ed internazionale e che tuttora è protetta solo per il 10% della sua estensione».
Or ala palla passa al presidente Rossi. —
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