Il Tirreno

Montecatini

C’è l’ok per le Panteraie, la riapertura già in estate

David Meccoli
C’è l’ok per le Panteraie, la riapertura già in estate

Risolto il contenzioso tra i vecchi gestori e le Terme, proprietarie dell’immobile. La crisi era esplosa nel 2015. La struttura è stata chiusa nell’anno successivo 

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MONTECATINI. Si potrà tornare a ballare alle Panteraie grazie alle…carte bollate. Era stato infatti il contenzioso aperto tra vecchi gestori (società Elsa del compianto Renzo Bertini) e Terme (proprietarie dell’immobile e del parco) a bloccare per anni ogni tentativo di rilanciare la struttura, chiusa dal marzo 2016. Un muro contro muro dai risvolti economici che facevano tremare i polsi a chiunque avesse anche la minima velleità di investire in questo storico locale. Ma ora che il contenzioso è stato risolto si è aperta la strada ai fratelli Calugi, che hanno firmato un contratto di locazione (della durata di 6 anni più 6), con l’obiettivo (a dir poco ambizioso, come vedremo) di riaprire la discoteca entro la prossima estate.

Quel che aveva fatto scappare a gambe levate gli altri imprenditori interessati a rilevare l’attività, come si diceva, era la portata economica della vicenda. Da un lato i vecchi gestori reclamavano dalle Terme un rimborso da 1,6 milioni di euro per l’acquisto di arredi e per gli interventi fatti nella ristrutturazione dell’immobile (quando venne radicalmente trasformato per diventare Lidò); dall’altro le Terme chiedevano canoni di locazione non versati e crediti vari fino a un totale di 800mila euro. Così la situazione è andata in stallo, con le Panteraie chiuse e, talvolta, preda dei vandali (che ne hanno danneggiato parte esterna, vetrate e arredamento). In pratica, le Terme avevano un bene potenzialmente in grado di portare soldi in cassa, ma di fatto “congelato”.

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Una situazione peraltro ben fotografata dalla relazione di bilancio del 2015, dove si legge: «La società ha una significativa concentrazione del rischio di credito in capo ad alcuni debitori, in particolare affittuari delle aziende di proprietà della società o conduttori dei beni concessi in locazione. Particolarmente grave si presenta la situazione delle Panteraie, la cui crisi è drammaticamente esplosa nel 2015 per concludersi con la chiusura dell’azienda». Le Terme avevano fatto nel 2016 istanza di fallimento nei confronti della società di gestione, che però venne respinto dal tribunale di Pistoia.

Ma alla fine a questa procedura si è comunque arrivati e l’azienda guidata da Alessandro Michelotti ha risolto la vicenda Panteraie in via transattiva con il curatore, insinuandosi nel fallimento (ovvero facendo domanda di ammissione al credito). Questo vuol dire partecipare alla ripartizione dei beni del soggetto fallito, tentando di recuperare una cifra che, se riconosciuta, si avvicini il più possibile agli 800mila euro di cui si diceva.

Infine qualche parola sul canone. Se con la società Elsa questo ammontava a 145mila euro l’anno, scende ora a 90mila. Cifre però difficilmente paragonabili. Se nel primo caso, infatti, si trattava di un contratto d’affitto d’azienda, ora si passa a una locazione, priva di una licenza che deve essere riottenuta dalla commissione di pubblico spettacolo soddisfacendo tutte le normative nel frattempo entrate in vigore: abbattimento barriere architettoniche, impianti elettrici a norma, strutture antincendio, bordi e filtri piscina. In poche parole: un notevole esborso di denaro e tempi più lunghi di realizzazione.

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