Il Tirreno

Montecatini

i campioni 

Arazi Boko è stato vincente sia a Montecatini che a Cesena

È il figlio dodicenne di Varenne cavallo allenato e guidato da Alessandro Gocciadoro un figlio dell’Emilia Romagna antica patria del trotto

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATII. Nell’ippica Montecatini è assieme a Cesena, Merano e Pisa una delle eccellenze dell’ippica italiana. Come avviene nel basket, dove ci sono le metropoli Milano e Roma che possono attirare in grandi impianti tanto pubblico e ospitare eventi internazionali, ma la passione pulsa in città come Bologna, Brindisi, Pesaro e Trieste, nell’ippica c’è il ruolo prioritario di ippodromi come San Siro e Capannelle ma cultura e passione accendono gli animi in provincia. Così avviene che sono il Premio Pisa, l’Europeo in Romagna, il Gran Premio Merano in Alto Adige e il Città di Montecatini a Ferragosto che fanno il tutto esaurito da primavera a fine settembre, con l’apogeo nel cuore dell’estate, la corsa top del Sesana, il Gran Premio, e quella del Savio di Cesena, l’Europeo, che portano un pubblico straripante all’ippodromo. È stato così anche nell’estate appena alle spalle. E il trait d’union tra Cesena e Montecatini è che quelle due grandi corse hanno prodotto lo stesso vincitore Arazi Boko, il dodicenne figlio di Varenne, allenato e guidato da Alessandro Gocciadoro, un figlio dell’Emilia, antica patria del trotto, fin dall’Ottocento. Il biliardo di sabbia di Montecatini rispetto all’impianto romagnolo si è voluto regalare un momento di storia in più con la rappresentazione del Gran Premio Nello Bellei. Sul palcoscenico che ha nella skyline il gioiello di Montecatini Alto ha recitato quella sera di fine agosto un campione straordinario, il quattro anni Zacon Gio, allenato dal maestro Holger Ehlert a Migliarino Pisano. Quella macchina da corsa potente e dall’azione plastica, leggera, dove non sembra esserci fatica e sforzo, ma solo classe e armonia del gesto, ha sbalordito correndo al record del mondo dei 4 anni in pista piccola, 1.11.4 al km. È il sigillo su quanto da anni nell’ambiente delle corse si dice sul Sesana; «Quella di Montecatini è un gioiello di pista, morbida e veloce». Stavolta si è arrivati all’apogeo e adesso, in quel vialetto che conduce dall’ingresso alle tribune, si potrebbe anche scrivere un bel “Benvenuti alla pista più veloce del mondo”. Un riconoscimento, quello del primato del mondo, che tutti gli uomini del Sesana si meritano per come quel tracciato dove corrono i cavalli è gestito per tutto l’anno. Sempre curato e mai abbandonato, neanche nei mesi freddi, quelli invernali dove gli operati della società di corse e il coordinatore che programma gli interventi sulla pista, consentono una manutenzione accurata. La pista è qualcosa di dinamico, la sua qualità varia a seconda del clima e dei cambi di sabbia. Che vengono programmati. Il manto da corsa viene cambiato periodicamente per assicurare la perfezione in occasione delle grandi corse, dove attori di pregio provenienti da tutta Italia e anche dall’estero meritano di correre su un tracciato morbido e veloce che garantisca le migliori prestazioni. E quei granelli di sabbia del Sesana raccontano storie magiche. –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa