Sicurezza
Un sit-in contro il bullismo per la studentessa suicida
Monsummano, la Cisl e varie associazioni scendono in piazzadomenica per ricordare la giovane Aziz Fettami: «Vogliamo far capire a tutti che basta parlare per evitare il peggio»
MONSUMMANO. Loro – i familiari e gli amici – credono che la ventenne studentessa universitaria che, venerdì 20 settembre, si è tolta la vita, gettandosi dal quarto piano del palazzo dove viveva la sua famiglia, a Cintolese, lo abbia fatto per un motivo ben preciso: gli atti di bullismo che avrebbe subito a Roma, nell’ambiente della prestigiosa università che frequentava. E così, per domenica prossima, è stata organizzata una manifestazione con sit-in contro il bullismo. . Un’iniziativa promossa dalla Cisl Toscana Nord – Pistoia, Anolf Cisl (associazione nazionale oltre le frontiere), Anteas Cisl (associazione di volontariato per la terza età) e Unione mondiale marocchini all’estero – Italia, con il patrocinio del Comune di Monsummano.
Una vicenda, quella della giovane studentessa morta suicida, che ha profondamente commosso l’intera comunità. Erano circa le 14 del 20 settembre, quando la ragazza è salita al quarto piano del palazzo e si è buttata nel vuoto. Immediato l’intervento di un’ambulanza della Misericordia di Monsummano e dell’automedica del 118 di Lamporecchio, ma i sanitari – nonostante i disperati tentativi per salvarle la vita – non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
«Sei stata un’ottima ragazza – hanno detto le amiche della giovane durante l’estremo saluto all’ex oratorio San Carlo di Monsummano – e nel nostro piccolo lotteremo per te. Se qualcosa riusciremo a fare, vorrà dire che il tuo sacrificio non sarà stato vano. Solo così potremo restituirti quella giustizia che, in vita, non hai avuto».
Il sit-in, domenica 6, comincerà alle 16, in piazza Giusti. E saranno presenti rappresentanti di associazioni della Valdinievole. Tutti insieme per onorare il ricordo di una ragazza – secondo il racconto di amici e parenti – gentile ed educata. Aveva studiato al Liceo scientifico “Coluccio Salutati” di Montecatini, dove si era diplomata nel 2017. Poi, grazie a una borsa di studio, si era iscritta in un prestigioso ateneo della capitale. E proprio qui, per chi le era vicino, la giovane avrebbe subito minacce e vessazioni psicologiche, soprattutto per la sua condizione sociale. Lei, che proveniva da una famiglia di umili origini (ma molto conosciuta in città), cercava, attraverso lo studio, un riscatto sociale. Che – secondo il racconto di chi la conosceva – le sarebbe stato negato.
È un coro unanime, quello che si è levato in sua difesa.
Il Comune di Monsummano, intanto, fa sapere che si impegnerà perché l’università italiana riconosca alla studentessa il suo merito scolastico con una laurea alla memoria.
«Invito tutti – sottolinea Aziz Fettami, rappresentante delle associazioni marocchine nel mondo – a partecipare alla manifestazione di domenica. Con il sit-in, vogliamo infatti essere vicini alla famiglia della giovane studentessa che si è suicidata perché vittima di presunti atti di bullismo».
«Chiunque – conclude Fettami – potrà intervenire con testimonianze e riflessioni personali. Diamo coraggio e voce a chi soffre in silenzio. Vogliamo far capire a tutti, soprattutto ai giovanissimi, che a volte basta parlare per evitare il peggio».
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