Il Tirreno

Montecatini

la polemica 

Salta il tavolo per le Terme i nomi scelti solo dal sindaco

David Meccoli
Le Terme Tettuccio
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Le Terme Tettuccio

Il gruppo di lavoro era sostenuto dalle forze di maggioranza e opposizione Luca Baroncini: «Niente partiti politici, servono professionalità cittadine» 

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MONTECATINI. Salta il tavolo per le Terme (quello sostenuto da tutte le forze di maggioranza e opposizione), e si va avanti con un gruppo di lavoro i cui nomi sono stati scelti autonomamente dal sindaco. Dopo averci provato a più riprese, tutte le forze politiche hanno gettato la spugna quando ormai erano le 2,30 di martedì mattina. Un “parto” quanto mai travagliato, con tanti mal di pancia tra gli stessi partiti che sostengono la giunta e veti incrociati su alcuni nomi (a detta di qualcuno “impresentabili”). . In ordine alfabetico: Franco Arizzi; Renzo Cardini; Giovanni Fiori; Gianluca Grazzini; Raffaele Lenzi; Franco Pacini; Alessio Riccomi; Riccardo Sensi; Luca Simoni (supportato da Francesco Cipriani); cui si aggiungeranno i rappresentati delle categorie economiche. Questo il gruppo formato dal sindaco per «un brain storming, convinto che prima di cercare altrove un cavaliere bianco, fosse opportuno valorizzare le professionalità cittadine. Non ho voluto che fosse minimamente un tavolo politico, per cui i professionisti che vi partecipano lo fanno in quanto tecnici».

«Ho pensato – spiega il sindaco Luca Baroncini – che il fatto che alcuni di loro si siano già occupati di terme non fosse un limite, ma un’opportunità, poiché conoscono bene l’azienda e i suoi problemi».

L’obiettivo è quello di elaborare un progetto di salvataggio e rilancio che tenga conto di tutti gli aspetti: giuridici, amministrativi, manageriali, tributari e notarili. «Solo mettendo insieme tecnici di ognuno di questi campi – prosegue – si potrà elaborare un progetto pronto per essere portato al socio Regione in maniera credibile e inattaccabile dal punto di vista tecnico. Non è una cabina di regia, ma un gruppo di lavoro finalizzato a regalare un progetto alla città: le decisioni le prendono le istituzioni». Ma M5S, Pd e Italia Viva hanno deciso di farsi da parte. Il perché lo spiega il consigliere comunale pentastellato Simone Magnani. «La scorsa settimana, insieme ai capigruppo – racconta – era stato raggiunto un accordo sulla costituzione e sul funzionamento del gruppo. Nonostante gran parte delle proposte venissero da Forza Italia e avallate dalla Lega, solo 10 minuti dopo la fine dell’incontro il sindaco ha stracciato l’accordo. La proposta giunta poi da Baroncini non ci è piaciuta: la ritengo di dubbia concretezza. Il sindaco avrà comunque il suo tavolo, ma non sarà un unitario». E poi, sui nomi del gruppo: «Sarebbe stato difficile accettarli, ma la condizione essenziale per farlo era che qualcuno si assumesse la responsabilità politica della nomina, cosa che evidentemente non si vuole fare». “Asciutta” la posizione di Forza Italia, che scrive: «Siamo convinti che il tema Terme sia troppo importante per essere ambito divisivo: ecco perché abbiamo apprezzato il sincero tentativo di coinvolgere le forze di opposizione nella ricerca di competenze adeguate». –

David Meccoli
 

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