Gioco
Il prefetto Zarrilli in visita istituzionale nel paese del brigidino
lamporecchio. È il prodotto tipico di Lamporecchio, che mette proprio tutti d’accordo. E anche il prefetto di Pistoia, Emilia Zarrilli, in visita istituzionale nel paese alle pendici del Montalbano, si è concessa un momento privato, accompagnata anche dal sindaco Alessio Torrigiani, per assaggiare il brigidino, la cialda a base di uova, farina, zucchero e anice.
Il prefetto Zarrilli è arrivata a Lamporecchio intorno alle 10, e qui, in piazza Berni, è stato accolto dal primo cittadino e dalla sua giunta. Prima ha visitato il Comune e poi si è intrattenuto con i dipendenti comunali, parlando con ognuno di loro.
«Era la prima visita ufficiale del prefetto di Pistoia a Lamporecchio – spiega Torrigiani – e tutto il Comune l’ha accolta con grande entusiasmo. Una visita molto attesa da tutto l’ente e che non può che renderci orgogliosi».
«La dottoressa Zarrilli – sottolinea il primo cittadino – sta conoscendo le amministrazioni comunali della provincia di Pistoia. Siamo felici che sia venuta a Lamporecchio, anche perché questa è stata un’occasione per conoscere meglio il nostro bel territorio e parlare, al tempo stesso, di punti di forza e criticità che lo caratterizzano».
La visita è poi proseguita nello stabilimento della ditta “Rinati”, in via del Pino. Qui, accompagnata dai titolari della ditta e dal sindaco, ha avuto modo di conoscere le diverse fasi che portano alla nascita del prodotto principe di Lamporecchio. Un dolce, il brigidino, che affonda le sue radici nel lontano passato. Pare, infatti, che siano state le monache di Santa Brigida, la santa svedese del XIV secolo che, tra l’altro, viaggiò spesso in Toscana, a dare vita a questa cialda. Erano le “brigidine”, all’epoca, ad avere il compito di preparare le ostie per le comunioni e, verso la metà del Cinquecento, elaborarono la ricetta di questo dolce croccante all’aroma di anice.
«È stato un momento privato nell’ambito della visita istituzionale del prefetto Zarrilli, a Lamporecchio – conclude il sindaco Torrigiani – siamo molto fieri del brigidino e del significato che assume nel mondo. Grazie alla tradizione portata avanti dai maestri brigidinai di Lamporecchio, infatti, questo dolce è conosciuto dappertutto, quale simbolo di eccellenza. Sono loro, infatti, a tramandare, di generazione in generazione, questa tradizione. Quella della preparazione del brigidino che, a distanza di secoli, resta sinonimo di qualità». –
M. T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google