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Morì per un cocktail di droghe, chiusa l’istruttoria

Pasquale Petrella
Morì per un cocktail di droghe, chiusa l’istruttoria

Due uomini sono accusati della sua morte come conseguenza di un altro reato ovvero lo spaccio delle sostanze stupefacenti usate dal giovane

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Si è chiusa ieri mattina la fase istruttoria davanti al giudice Raffaella Amoresano del tribunale di Pistoia circa il processo che vede imputati Matteo Bartoli, 33 anni, di Larciano, e Roberto Baldacci, 48, di Lamporecchio. I due, difeso il primo dall’avvocato Claudio Casciani di Monsummano ed il secondo dagli avvocati Elena Baldi e Fausto Malucchi di Pistoia, sono accusati della morte – come conseguenza non voluta del delitto di spaccio di stupefacenti – di Diego Venturi, residente nella frazione larcianese di Castelmartini, operaio in un cartonificio di Monsummano, che morì all'alba del 2 giugno 2012 quando aveva 29 anni, in un campo nei pressi di via Ferrucci, a causa di una overdose. Insieme a tre amici - secondo quanto ricostruito dagli investigatori - aveva deciso di provare gli effetti di una droga per loro nuova, diversa dall'hashish che a volte fumavano, per vedere che effetto faceva. Due di loro, dopo aver fatto un assaggio di prova il giorno prima, erano andati a comprare la quantità pattuita in un bar di Pieve a Nievole, dal figlio del titolare: un'ottantina di euro di metanfetamina. Poi si erano ritrovati tutti insieme per assumerla dopo essersi fumati anche un po’ di hashish. Una miscela che per Venturi era risultata fatale (Bartoli è accusato di aver portato la metanfetamina, Baldacci di essere quel “Giubba” che aveva dato loro l’hashish).

La tragedia si era consumata in un campo di proprietà di un parente di uno dei quattro amici, nei pressi di via Ferrucci. Diego Venturi aveva cominciato a sentirsi male circa un’ora dopo: faceva discorsi strani, cercava di prendere qualcosa in aria, aveva cominciato a respirare con affanno. Una ventina di minuti, e il giovane si era diretto verso le auto su cui erano arrivati e, nei pressi di un ponticello, si era sdraiato a terra. Invano gli amici aveva cercato di farlo alzare. E dopo una decina di minuti, avevano chiamato il 118. Prima che l'ambulanza arrivasse sul posto, Diego Venturi aveva smesso di respirare.

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di ricostruire una tragedia che ha sconvolto la comunità di Castelmartini dove il giovane era molto conosciuto. Secondo la procura non ci sarebbero dubbi circa le responsabilità dei due imputati e con la pubblica accusata è schierata anche la parte civile, ovvero i famigliari del giovane deceduto, rappresentati in aula dall’avvocatessa Sonia Marecci. Conclusioni opposte quelle ovviamente dei difensori dei due imputati. L’udienza conclusiva con le richieste delle parti davanti al giudice è stata fissata tra circa un mese, ovvero il 18 ottobre alle 14. —



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