La protesta
Assalto di notte alla Villa Bellavista, vandali danneggiano la vasca e i vasi
Buggiano, i vicini sono stati svegliati dai rumori e hanno chiamato i carabinieri. Il custode: «Proprio ora che stanno per iniziare i lavori»
BUGGIANO. Un colpo dietro l’altro, il portoncino resiste. Rumore di vetri infranti, voci che si confondono nella notte. Sono cinque, forse sei. Non hanno paura di essere scoperti, si sentono i “padroni” di Villa Bellavista, loro. Vanno avanti così per circa mezz’ora. Fino a quando i vicini, svegliati dagli schiamazzi e dal gran chiasso, si affacciano alle finestre. E subito chiamano i carabinieri. . Assalto alla splendida villa medicea di Borgo a Buggiano, nella notte tra venerdì scorso e sabato. Erano circa le 4 quando i balordi sono entrati in azione. È Gian Piero Cappellini, 77 anni, vigile del fuoco in pensione e custode da anni di Villa Bellavista, a raccontare, con un nodo alla gola, quanto è successo. È lui, infatti, che apre alle scolaresche le porte della villa seicentesca (al cui interno è stato allestito il Museo della storia dei Vigili del fuoco), passata di proprietà, nel 1940, al ministero degli Interni e quindi all’Opera nazionale assistenza dei Vigili del fuoco.
«Hanno scavalcato la recinzione in fondo al viale, proprio accanto al cancello – racconta Cappellini – e, innanzitutto, hanno tentato di entrare all’interno della villa dal portoncino a lato dell’ingresso principale. Hanno preso un palo, cercando di sfondare la porta. I vicini dicono di aver sentito dei colpi fortissimi». Ma il portone non ha ceduto. Ed è stato a quel punto che gli sconosciuti hanno deciso di cambiare strategia. «Hanno cercato di entrare, allora, dalla vicina finestra – prosegue il custode – e, per farlo, hanno rotto alcuni vetri. Ma, anche questa volta, non ce l’hanno fatta a introdursi nell’edificio».
E così – evidentemente insoddisfatti – hanno cominciato a devastare ciò che capitava loro a tiro. «Hanno danneggiato la grande vasca litica, rompendo l’angelo che si trovava al centro e gettandovi dentro due vasi – prosegue Cappellini – e rovesciandone altri. Almeno fino a quando i vicini, rendendosi conto del raid, non hanno chiamato i carabinieri, che ora stanno facendo le indagini».
Un’incursione notturna durata all’incirca mezz’ora che fa arrabbiare, ora, la popolazione di Borgo a Buggiano, da sempre affezionata al capolavoro mediceo. «Oltre al danno pure la beffa – conclude Gian Piero Cappellini –. Proprio ora che stanno per cominciare i lavori di restauro, viene inferta una ferita così profonda alla nostra amata Villa Bellavista».
Sì perché, nel luglio di quest’anno, è stato annunciato un finanziamento da parte del ministero per i Beni e delle Attività culturali (l’importo è di 500mila euro) per il restauro degli intonaci delle facciate, ma pure di portali, statue, colonne e balconate in pietra della villa seicentesca (i lavori dovrebbero cominciare a gennaio 2020).
Un intervento atteso da decenni, che riporterà Villa Bellavista al suo antico splendore. E la speranza, ora, è che i colpevole del raid siano affidati alla giustizia. Al più presto.
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