Il Tirreno

Montecatini

in commissione 

Sindaco ottimista sulle Terme ma arriva il freno alle vendite

David Meccoli
Sindaco ottimista sulle Terme ma arriva il freno alle vendite

Opposizioni d’accordo: no alla vendita del patrimonio senza una strategia E passa la richiesta di creare un tavolo tecnico per il confronto con la Regione

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MONTECATINI. «Un futuro brillante» per le Terme, come «mai lo hanno avuto finora», con una società da «salvare, far ripartire e sulla quale investire con la liquidità disponibile».

Un ottimismo che non ti aspetti, quello del sindaco Luca Baroncini, manifestato ieri in commissione società partecipate del Comune. Un ottimismo che, sempre secondo il primo cittadino, riguarderebbe anche la Regione, che «vede un futuro nell’azienda». Una società che – si spera sia chiaro al di là delle dichiarazioni d’intenti – «vanta» un debito da 30 milioni di euro e ha l’intero patrimonio immobiliare (o giù di lì) ipotecato dalle banche. Anche per questo l’opposizione ha chiesto espressamente una posizione più netta da parte del Comune, che (ha detto il capogruppo Pd Edoardo Fanucci), non deve solo andare a traino della Regione. E anche per questo tutti i consiglieri sembrano aver condiviso l’idea di creare un tavolo tecnico in grado di tracciare una linea condivisa da sottoporre poi, unitariamente, a Firenze.

Ma partiamo dall’ordine del giorno della commissione, che si concentrava sull’assemblea dei soci del 25 luglio. In realtà più «una chiacchierata», secondo l’assessore al bilancio Alessandro Lumi, dove «non si è votato né deliberato nulla». Una chiacchierata evidentemente positiva, però, visto che il sindaco ha aggiunto che «Comune e Regione vogliono entrambe la continuità aziendale, da far passare attraverso un accordo con i creditori». Come si fa? «Evitando innanzitutto il fallimento – ha detto ancora Baroncini – dimostrando che c’è la possibilità di trasformare le perdite in pareggio, attraverso un piano industriale che aumenti la marginalità».

Ecco, la marginalità, ovvero un contenimento dei costi e un aumento dei ricavi. La Regione, ha spiegato Lumi, avrebbe inserito nella sua delibera secretata l’indicazione di un taglio del 15 per cento dei costi. Ma secondo il sindaco ci sono altre strade: «Riduciamo gli sprechi, miglioriamo l’organizzazione del lavoro, superiamo la tempesta, portiamo la barca in porto e poi decidiamo cosa vogliamo per il futuro».

Ma sull’assemblea il Pd ha un’opinione diversa. «È emersa – dice Fanucci – una posizione attendista e di timidezza del Comune, che invece non deve aspettare quel che la Regione gli dice di fare».

«In assemblea non c’è stata solo una chiacchierata – ha aggiunto Ennio Rucco – ma sono state prese decisioni. Purtroppo l’advisor sta lavorando velocemente e Montecatini dovrebbe trovare una sua posizione fin da subito». Una posizione da ricercare all’interno di un tavolo composto da tecnici e politici (“Il Tirreno” ne aveva già parlato qualche settimana fa), in quanto «pensare solo a vendere gli immobili – ha detto Andrea Gabbani, Forza Italia – significherebbe totale assenza di idee».

Vendita del patrimonio tout-court che spaventa un po’ tutti: da Rucco («Tutti gli stabilimenti sono potenzialmente vendibili in quanto ipotecati, altro che solo quelli non strategici»), Fanucci («Prima investiamo sul restauro di Tettuccio e parco Torretta»), Magnani («Vendere per vendere è irragionevole»). —

David Meccoli

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di Redazione web