Sicurezza
I protagonisti del basket riuniti davanti al loro murale
Inaugurato ieri mattina il muro con le figure dei personaggi che hanno fatto la storia del basket a Montecatini Mancava solo Panati
MONTECATINI. La città del basket in un murale, che (per ora) racchiude la storia della palla a spicchi rossoblù in otto volti disegnati al playground del PalaVinci dallo street-artist David Vecchiato, con lo spunto preso da altrettante foto del “nostro” Paolo Nucci. L’opera, già visibile dallo scorso luglio, è stata ufficialmente inaugurata ieri mattina alla presenza di cinque dei protagonisti (in ordine sparso: Gino Natali, Massimo Masini, Andrea Niccolai, Mario Boni, Ezio Tonfoni), oltre che alla moglie di Gianfranco “Cacco” Benvenuti (il tecnico più amato nella storia rossoblù) e alla figlia di Raoul Bellandi (l’uomo che ha “inventato” la pallacanestro a Montecatini). Assente solo il “presidentissimo” Vito Panati, a lungo atteso da tutto il gruppo ma che alla fine ha dato “buca” («Ha sbagliato a non venire, il solito testone», ha commentato scherzando Natali). L’idea dell’opera è targata Bruno Ialuna (ex assessore nella giunta Bellandi), ma è stata volentieri fatta propria anche dalla nuova amministrazione.
«Questo murale – ha detto il sindaco Luca Baroncini – valorizza il palazzetto e rende omaggio a uomini che hanno fatto la storia dello sport a Montecatini e in Italia». E dopo le foto di rito, spazio alle cinque “leggende”.
«Questo muro – ha detto il general manager Natali – andrebbe allungato per fare spazio anche ai tanti che hanno lavorato dietro le quinte trasmettendo entusiasmo ai ragazzi di tante generazioni».
Discorso poi ripreso da Tonfoni: «Il ricordo va a tutti quelli che, dal 1949, si sono alternati sul palcoscenico o in posizione defilata per far sì che il basket mettesse radici profonde». «Il murale sia da insegnamento ai giovani, affinché il lavoro fatto finora non sia vanificato e resti nella storia», ha detto coach Masini.
Poi i “gemelli del canestro”. «Il murale – ha detto Niccolai – è un capolavoro, come lo fu portare Montecatini in A1, con 6.000 persone al Palaterme».
«Ho fatto di Montecatini la mia città e questa mia immagine rappresenta per me un riconoscimento straordinario», ha concluso Boni. —
David Meccoli
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