Attenzione
Chiesti 8 anni e mezzo per il figlio violento
Montecatini, accusato di rapina, estorsione e minacce di morte nei confronti dell’anziana madre per ottenere i soldi per la droga
MONTECATINI. «Ti faccio ammazzare... Ho degli amici albanesi...». E ancora: «Faccio fuori tua figlia e i tuoi nipoti se non mi dai più soldi... Ti gambizzo il marito di tua figlia...». Minacce quotidiane, andate avanti per anni. Per avere dall’anziana madre il denaro per comparsi la droga. Dai 20 ai 100 euro a volta. E a niente era servita la denuncia che la donna, esasperata, terrorizzata, aveva alla fine trovato il coraggio di sporgere. Anzi. Quando per il figlio era arrivato il rinvio a giudizio per i reati di estorsione, rapina aggravata e maltrattamenti in famiglia, le minacce si erano fatte ancora più pesanti: «Se non ritratti sparo nelle ginocchia a tua figlia e a suo marito» le aveva urlato riferendosi alla propria sorella e al cognato. Spingendola – ormai in preda ad un’ansia continua che la faceva scoppiare in lacrime all’improvviso anche quando era al lavoro nel suo negozio – a chiedere aiuto alla polizia.. Grazie alle indagini portate avanti in tempi rapidissimi dagli investigatori del commissariato di Montecatini, diretti dal vicequestore Mara Ferasin, nell’agosto dello scorso anno l’uomo era finito in manette.
Ieri, davanti al tribunale collegiale di Pistoia, per quei fatti andati avanti dalla fine del 2016 all’agosto 2018, il pubblico ministero Linda Gambassi, ha chiesto per il 45enne montecatinese la condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di rapina aggravata, estorsione, intralcio alla giustizia, violenza privata, minaccia e maltrattamenti in famiglia.
Richieste a cui si è associata l’avvocata Francesca Barontini, legale della parte civile. Assoluzione la richiesta dell’avvocato difensore Claudio Casciani al termine della sua arringa.
Quello il cui dibattimento si è chiuso ieri è il secondo processo che il 45enne (di cui non scriviamo le generallità per non rendere riconoscibili le vittime) subisce: il precedente, per accuse di rapina, estorsione e maltrattamenti in famiglia risalenti all’ottobre-dicembre 2016, si era concluso con la condanna a 3 anni per il solo reato di rapina.
Nel racconto che il 30 luglio 2018 aveva fatto ai poliziotti del commissariato, l’anziana madre dell’imputato, aveva ripercorso anche i primi anni della propria odissea di paura e di dolore. Sottolineando come dopo la prima denuncia il comportamento del figlio fosse tutt’altro che cambiato. Anzi, era diventato sempre più aggressivo e minaccioso nei suoi confronti, continuava a pretendere soldi tutti i giorni, dai 20 ai 100 euro, oltre ai 5-10 che comunque lei gli dava tutte le mattine per i suoi “vizi”. E quando lei non voleva o non poteva darglieli, iniziavano le urla, le minacce gridate volto contro volto. Sia in casa, che in negozio, che per strada, incurante dei presenti.
La sentenza è attesa per i primi di ottobre.
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