Gioco
Comune a caccia di quasi 12 milioni di tributi locali non incassati
In questi giorni in arrivo cartelle riguardanti Tari e Imu Lumi: «Lavoriamo a un regolamento per chi non ce la fa»
Montecatini. La cifra raggiunge quasi i 12 milioni di euro (per la precisione sono 11.882.965, 97). È la somma dei vari tributi locali arretrati che il Comune di Montecatini deve ancora riscuotere, risalgono al periodo 2010-2017.. «A scanso di equivoci, questo importo non va bollato come un buco nei conti dell’ente, in quanto ci sono già gli accantonamenti di legge al fondo crediti di dubbia esigibilità, che coprono più o meno il totale», sottolinea l’assessore al bilancio Alessandro Lumi. Che aggiunge subito: «Naturalmente, l’incasso di queste somme però libererebbe corrispondenti risorse utilizzabili nell’immediato per migliorare i servizi del Comune e, di certo, per ridurre le imposte a tutti. Con le entrate correnti, infatti, il bilancio è al minimo». Facciamo due conti mentre alle famiglie e agli imprenditori morosi, in questi giorni, arrivano nelle cassette delle lettere le cartelle esattoriali della Tari 2018 non pagata, e dell’Imu relativa agli anni precedenti.
L’evasione in cifre. È l’Imu non pagata per le seconde case la voce più rilevante: siamo a 4 milioni 918.000 euro. Segue la Tares (fino al 2013) poi Tari, l’imposta sui rifiuti: vale oltre 2 milioni e 300.000 euro. Non è di poco conto neppure l’Ici, la vecchia Imu sugli immobili, in vigore fino al 2012. Siamo nell’ordine di 1 milione e 873.000 euro. Cifra minore ma sempre sostanziosa riguarda l’evasione dell’antica Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani), che arriva a 890.000 euro. Chiudono la classifica la Tasi con quasi 177.000 euro e l’addizionale ex Eca sulla Tarsu, con 72.836 euro. A queste, vanno aggiunte anche le sanzioni per le violazioni al codice della strada: si tratta di altri centinaia di migliaia di euro
Imposta di soggiorno. Merita un capitolo a parte la tassa sulla permanenza del turista che soggiorna in città, e che dovrebbe essere riscossa dai titolari delle strutture ricettive, in questo caso nel ruolo di agente contabile per conto del municipio. In otto anni, siamo a 1 milione e 630.000 euro di mancati incassi. Commenta Lumi: «La cosa che lascia più perplessi è l’importo ingente di questi arretrati. Il mancato versamento, infatti, non è solo un illecito sanzionabile dal punto di vista amministrativo, ma integra una fattispecie rilevante dal punto di vista penale, tant’è che viene obbligatoriamente segnalato alla Procura della Repubblica».
Le agevolazioni per chi vuole pagare. Riprende l’assessore al bilancio: «È di tutta evidenza come un’azione incisiva di recupero dell’evasione sia assolutamente indispensabile se davvero si vuole fare un salto di qualità dal punto di vista amministrativo». In lavorazione c’è uno specifico regolamento che consentirà «a chi vorrebbe pagare ma non ne ha la possibilità» di rientrare con meno difficoltà dal debito contratto. «L’intenzione è quella di agevolare con un accesso più facile alle rateizzazioni. Intanto, già per il 2020 abbiamo previsto un maggior frazionamento per la tassa rifiuti».
La caccia ai furbi. Lo stesso regolamento, potrebbe contenere anche provvedimenti per chi intenzionalmente le tasse se le dimentica. Ancora Lumi: «Il recente decreto crescita consente agli enti locali di subordinare il rilascio di licenze, autorizzazioni e concessioni, e dei relativi rinnovi inerenti attività commerciali o produttive, alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi. Un inserimento di tale misura (magari “morbida”, con un congruo periodo transitorio) consentirebbe di dare una spinta alle entrate e, al tempo stesso, costituirebbe un atto di giustizia nei confronti di chi paga regolarmente i tributi».
«Su questo comunque andranno fatte tutte le valutazioni del caso», chiude l’assessore. —
Luca Signorini
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