Toscana
I “domaioli” sono attivi durante tutto l’anno e a maggio allestiscono un borgo medievale
IL RIONE
Una chiave d’argento in campo rosso, questo reca lo stemma del rione Santa Maria, che sorge nella zona sud-est, nel cuore religioso di Pescia. Nella zona, appunto del duomo e del seminario vescovile. Non a caso i rionali sono conosciuti come “domaioli”. Il rione Santa Maria nasce il 26 febbraio del 1981 e già quell’anno è proprio si aggiudica il Palio. Come numero di competizioni vinte è secondo, dopo la Ferraia, con 9 cenci: il primo nel 1979 (nelle edizioni non ancora ufficiali), poi nel 1981, 1982, 1985, 1986, 2009, 2012, 2014 e 2015.
«La nostra forza è la coesione – ci racconta Edoardo Ercolini – la capacità di fare squadra e non solo durante la competizione, ma anche nei momenti di difficoltà. E questo ci ha aiutato ad andare avanti negli anni, anche se poi goliardicamente siamo capaci di litigare anche per un gelato».
Il rione Santa Maria ha un corteggio storico formato da circa 150 figuranti, composto da tamburi, chiarine, sbandieratori, notabili, dame, cavalieri, capitani, armigeri, balestrieri e arcieri. Il gruppo dei musici, formato dai tamburini e dalle chiarine, è sempre esistito, dall’anno della fondazione, e comprende un mix eterogeneo che va dai 6 ai 40 anni. E proprio in questa trasversalità generazionale il rione attinge la sua forza. Parola di Silvia Vannucci, che di questo è la prova vivente. Tamburina storica del rione, su 42 edizioni del Palio, ha partecipato a ben 41. «Non ho saltato nemmeno l’anno in cui ho partorito mia figlia Caterina – ci racconta – anzi quell’anno abbiamo vinto e a scoccare la freccia della vittoria è stato proprio il babbo di Caterina, Luca Nanni». Caterina, che nel 2012, a tre mesi, era già sul palco ad esultare coi vincitori, oggi ha 7 anni e come la sua mamma suona il tamburo. Anche lei ha iniziato a 8 anni e da allora non ha più smesso. «Questa è la nostra idea di crescere dentro il rione – ci spiega – i più piccoli aiutano i più grandi, osservano e nel frattempo imparano».
Il gruppo di musici e sbandieratori del Santa Maria è molto attivo non solo sul territorio regionale, ma anche nazionale e internazionale avendo partecipato anche a manifestazioni c in Germania, Francia e Svizzera. Oltre alla settimana del Palio, il rione ha una serie di appuntamenti fissi come il carnevale domaiolo di febbraio; la ricostruzione, nel mese di maggio, di un autentico borgo medievale per le strade del quartiere del duomo che prende vita grazie alle arti e ai mestieri, ai giullari e ai menestrelli, ai popolani e alle fattucchiere, oltre ovviamente agli immancabili arcieri; la gara degli arcieri Sagitta con la realizzazione della luminaria in piazza della Maddalena. Il mese di luglio è riservato alla partecipazione a diverse competizioni e tornei nazionali di sbandieratori. A dicembre, infine, c’è la tradizionale consegna del vischio e della chiave di biscotto a tutti i contradaioli. Essendo anche un’associazione storico-culturale, negli anni, ha contribuito al restauro di diverse opere d’arte: la Madonna della Strada, la chiesa di San Michelino, la sede rionale di via del Carmine, la fontanina del Nieri. — M.S.
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