Italia
Collodi è “Senza Fili”: teatro, circo e musica con ospiti internazionali fino a questa sera
La kermesse è iniziata venerdì e il pubblico ha risposto nonostante il tempo incerto. Michelotti: «Creare bellezza è il nostro obiettivo»
L’EVENTO
I cappucci calati sulla testa, mentre le prime gocce di pioggia già cominciano a scendere. Ma l’acqua non spaventa il pubblico: lo sguardo concentrato, gli occhi rivolti ai protagonisti della quarta edizione di “Senza fili – Pinocchio Street Festival” di Collodi, la kermesse di teatro, circo e musica con ospiti internazionali, performance e provocazioni teatrali tra il Parco di Pinocchio, il Giardino di Villa Garzoni e Collodi Castello.
È venerdì sera, la serata inaugurale dell’evento organizzato dall’Associazione Terzo Tempo di Pescia in collaborazione con la Fondazione nazionale Carlo Collodi, Open Street aisbl di Bruxelles, Il Teatro Che Cammina di Treviso, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e del Mibact e con il patrocinio della Regione Toscana e il sostegno di Comune di Pescia, Banca di Pescia e Cascina, cooperativa Flora Toscana, esercenti di Collodi e con la collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio. Il tempo, seppur incerto, non scoraggia i visitatori. E la soddisfazione del direttore artistico Alessio Michelotti – e con lui Giovanni Baglioni e Marco Michelotti – è palpabile. «Siamo felici che tanta gente abbia deciso di restare – spiega –. Gli artisti, infatti, hanno dato il meglio di se stessi per regalare uno spettacolo unico al pubblico». Sono state 17 le postazioni allestite per un totale di 50 spettacoli (comprese le repliche nel corso della serata).
Ci ha pensato “Pinocchio joins The Orchestra” a dare il via alla kermesse. Un progetto sostenuto anche dall’Unione europea, questo, che ha coinvolto 18 ragazzi provenienti da tre Paesi diversi del mondo. E il repertorio a cui hanno dato vita ha lasciato con il fiato sospeso le tante persone che si sono fermate ad ascoltarlo. Tutto esaurito, in piazzetta dei Mosaici, per i Lucchettino (al secolo Luca Regina e Tino Fimiani), definiti da “Le Figarò” gli Stanlio&Ollio italiani che, sul palco di Collodi, hanno alternato sketch comici con giochi di prestigio e spettacoli di magia: due fantasisti, insomma, che, al tempo stesso, hanno indossato i panni di maghi, giocolieri, ventriloqui e ciarlatani.
Ma il divertimento non finisce qui. Stasera, infatti, è la volta del gran finale. Loro, i Jashgawronsky Brothers – con la loro musica delirante – arrivano dalla lontana Armenia. Ogni oggetto, anche il più improbabile, che capiti nelle loro mani, acquisisce un’anima. Dalle scope ai secchi, dai bidoni della spazzatura alle grattugie e alla carta igienica, dai rifiuti secchi a quelli umidi, in “PopBins” la musica pop rinasce come l’araba fenice... dall’immondizia. E a chiudere il Festival, una delle più giovani compagnie della “nuova” Commedia dell’Arte italiana: Stivalaccio Teatro che recupera un dialogo aperto con lo spettatore. «Sono delle immagini di grande suggestione, quelle che lo spettatore riceve – conclude Michelotti –. Creare bellezza è il nostro obiettivo». —
(Fotoservizio Nucci)
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