Gioco
Sette famiglie ora sono in cerca di nuove abitazioni dove vivere
Con ogni probabilità non potranno più tornare negli appartamenti danneggiati dall’incendio di lunedì sera. I vigili le hanno accompagnate a prelevare i vestiti
Monsummano. Sono piuttosto importanti le conseguenze del grosso incendio che si è sviluppato intorno alle 21 di lunedì nel negozio “Superstore”, di proprietà cinese, che a settembre doveva aprire nello stabile residenziale/commerciale sulla Francesca Nord, nella zona di Grotta Parlanti.
I vigili del fuoco, intervenuti con sette mezzi e che hanno spento le fiamme verso le 4 della mattina di martedì avviando in seguito le operazioni di bonifica e di rimozione delle ceneri (operazioni anch’esse durate molte ore), dopo i rilievi del caso hanno dichiarato del tutto inagibile la parte dell’immobile che si affaccia anche su via dei Gobbi (la restante porzione, dove ci sono la farmacia e il Punto Simply, non è invece compromessa).
Così sette famiglie, tra le quindici evacuate durante la serata, difficilmente potranno rientrare nelle loro abitazioni ai piani superiori, tutte occupate con contratti di affitto.
Due famiglie hanno trovato sistemazione provvisoria nel bed and breakfast “Casa di zia Lina” in via Battisti, le altre cinque sono ospitate da parenti.
Tra martedì e ieri, queste persone sono state accompagnate dai vigili del fuoco all’interno degli appartamenti, per fare le valigie e riempirle del vestiario, degli effetti personali e del necessario visto il probabile prolungato trasloco.
«Adesso il Comune è in stand by, monitoriamo la situazione sollecitando la proprietà dell’immobile a intervenire», dice l’assessore Arcangelo Crisci.
Adesso dovrà essere infatti la Caporaso Costruzioni, – che tra il 2006 e il 2007 tirò su l’immobile laddove c’era una vecchia rimessa per il giardinaggio, con la sagoma a ricreare l’immagine della cava che fino a mezzo secolo fa occupava questi luoghi – a predisporre una controperizia per valutare o meno la stabilità della struttura interessata dalle fiamme, che ha subito ingenti danni alle pareti, ai solai, alle colonne.
«Ci aspettiamo che la proprietà si attivi entro una settimana», è la speranza di Crisci, che all’indomani dell’incendio aveva anche aperto alla possibilità di un abbattimento delle mura seriamente danneggiate.
Il rogo dell’altra notte è stato un fulmine nel cielo che appariva sereno per Grotta Parlanti, dopo anni di patimenti e di proteste per la condizione del quartiere.
La farmacia (aperta nel 2016) e il supermarket (dicembre 2018) hanno rilanciato la zona, il bazar cinese poteva contribuire alla crescita dei frequentatori. L’incendio ha cambiato la prospettiva in una notte di paura per i vicini e di apprensione per tutti i monsummanesi, che hanno visto i bagliori delle fiamme e il fumo acre che si sprgionava dai magazzini del bazar.
Luca Signorini
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