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«Il lodo Unipol ma non soltanto» Baldassarri ricorda le vittorie legali
Terme: sul caso della maxi notula l’avvocato pistoiese replica all’ex amministratore unico Carlo Brogioni
MONTECATINI. «Lodo Unipol mio solo buon risultato conseguito alle Terme? Beh, allora è quanto meno strano che tutti gli amministratori, dal 2002 a oggi, mi abbiano rinnovato la loro fiducia…».
L’avvocato Marco Baldassarri, al centro delle polemiche sulle consulenze esterne alla società di viale Verdi (non è certo l’unico ad aver prestato la sua opera, ma è suo il conto da 1,6 milioni di euro che ha dato fuoco alle polveri) replica all’ex amministratore unico Carlo Brogioni, che nei giorni scorsi al Tirreno aveva ribadito che quella di Baldassarri era una «richiesta eccessiva». Prestazioni ritenute alte anche perché «il conto fu presentato prima della trattativa andata a buon fine con Unipol», ma pur sempre dopo «altri risultati, come l’arbitrato con gli ex gestori ascolani, che non furono certo un successo per la società», aveva detto l’ex amministratore unico.
Il legale pistoiese chiarirà la sua posizione martedì in commissione società partecipate (a cui è stato invitato in audizione), ma tiene comunque a sottolineare alcune questioni di fondo.
Intanto, spiega l’avvocato, «è davvero singolare che questa vicenda sia salita agli onori della cronaca solo ora, dato che ho presentato il conto alle Terme fin dal 2015, dopo averne parlato più volte a voce con gli amministratori passati e dopo che nel 2013 era giunto a conclusione l’arbitrato con gli ex gestori ascolani».
Con quest’ultima vicenda, si ricorderà, l’azienda, che all’inizio degli anni Duemila fu privatizzata e affidata in blocco a un gruppo di imprenditori marchigiani, tornò in possesso della proprietà (Comune e Regione) grazie al ricorso all’articolo 700. E proprio su questa causa giudiziaria si concentra l’attenzione di Baldassarri.
«L’arbitrato – spiega – fu da tutta la città riconosciuto un vero e proprio successo. Non solo riuscimmo a far tornare le Terme alla città, ma vincere il successivo arbitrato ci consentì di acquisire a costo zero lo stabilimento Redi (che, ricordo, avevano portato a termine proprio i gestori ascolani), compensando così i danni riconosciutici in sede giudiziaria».
E, per Baldassarri, non è finita qui. «Vincere l’arbitrato nel 2013 – dice l’avvocato – ci ha portato altri due benefici. Uno immediato, ovvero quello di superare i problemi sollevati a suo tempo dagli ascolani sulla portata delle fonti; uno di più lungo termine che ci ha consentito di vincere anche il successivo lodo Unipol (che ha portato 5,5 milioni di euro nelle casse termali, nda), la cui causa era strettamente legata a quella precedente».
Innegabili successi, per Baldassarri, che avrebbero inoltre portato gli amministratori che si sono succeduti in società nel corso degli ultimi 15 anni (prima di Alessandro Michelotti e Carlo Brogioni anche Fabrizio Raffaelli, Paola Paganelli e Giovanni Fiori) a confermargli sempre l’incarico, seppur pagato solo parzialmente (da qui il “famoso” conto da 1,6 milioni di euro, per il quale il legale pistoiese si è comunque sempre reso disponibile a trattare).
«Se mi hanno sempre rinnovato la fiducia dal 2002 a oggi – conclude Baldassarri – significa che erano soddisfatti del mio lavoro. Lo stesso Brogioni mi ha incaricato di seguire il loro Unipol dopo il ricorso in Cassazione. Mi stupisco che, invece che cercare di trovare un accordo, si faccia scoppiare un caso che non esiste». —
David Meccoli
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