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montecatini piano festival 

La musica come ponte con il lontano Oriente Concerti al Tettuccio

D. M.
La musica come ponte con il lontano Oriente Concerti al Tettuccio

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MONTECATINI. Un ponte tra la Valdinievole e l’Oriente. Parte da domani (per concludersi martedì prossimo) il primo “Montecatini Piano Festival”, edizione europea del “Tokyo International Piano Association Festival”, di cui è direttrice artistica Aisa Ijiri, pianista giapponese di fama internazionale. Previsti quattro concerti nella sala Regina delle Terme Tettuccio (quelli del 18 e del 19 saranno a ingresso libero, gli altri due a invito) e master class per una ventina di studenti, semiprofessionisti e professionisti provenienti da mezzo mondo (dal Giappone al Canada, dalla Corea alla Gran Bretagna, dalla Francia all’Ungheria). Gli insegnanti (in primis Sofya Gulyak, Melanie Spanswick ed Emanuel Salvador) vengono dal prestigioso Royal College of Music (Rcm) e sono ritenuti tra i migliori al mondo. Il Rcm è infatti un’istituzione internazionalmente riconosciuta nell’ambito della musica classica e uno degli obiettivi di Aisa Ijiri, condiviso con il Comune e le Terme, è quello di istituire a Montecatini una vera e propria Academy in grado di offrire un’altissima professionalità.

«Un evento – commenta il sindaco Luca Baroncini – coerente con la mission che si è posta la nostra amministrazione fin dal suo insediamento: quella di favorire l’ingresso in città di manifestazioni di alto livello da ripetersi nel corso degli anni. E questa è la prima occasione che abbiamo per far ripartire una città – capitale riconosciuta del relax e del benessere – che ben si presta a tali iniziative dagli importanti risvolti culturali e turistici».

La direttrice artistica della kermesse musicale, Aisa Ijiri (accompagnata nell’occasione da Caterina Pani, anche lei nell’organizzazione dell’evento) racconta di come si sia subito innamorata di Montecatini, fin dalla prima volta che l’ha visitata. «La location – spiega – è sempre importante per un artista. E di questa città mi sono subito piaciuti lo stile Liberty che la caratterizza e l’energia particolare che la attraversa. Ho trovato molte similitudini con la mia terra, il Giappone, e ho scelto di far crescere qui il Festival. Credo che Montecatini possa creare uno stato d’animo perfetto per gli artisti, non fosse altro per il suo vissuto dei grandi compositori del passato. Credo fortemente che per capire cosa ha ispirato un musicista, si debba vivere in prima persona quei luoghi». – D. M.

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