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Botte e minacce di morte alla ex: arrestato
Dopo le indagini lampo della polizia, arriva la misura cautelare per un 39enne albanese accusato di atti persecutori
montecatini. «Non avrai più la possibilità di spiegare, mai più... L’ora è giunta. Mi darai le risposte, in questo mondo o nell’altro...». Da quando, tre mesi prima, lei aveva deciso di troncare la loro relazione, era stato un crescendo di minacce, sempre più dirette e meno velate. Ma anche di violenze fisiche, come quando, all’interno di un bar di Montecatini, l’aveva prima afferrata alla gola e poi colpita con un pugno in faccia. Tanto che, alla fine, per il 39enne pregiudicato albanese (di cui non scriviamo le generalità per non rendere identificabile la vittima), sono scattate le manette.
Ad arrestarlo con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata – un’imprenditrice 44enne residente a Montecatini – sono stati i poliziotti della squadra di pg del commissariato di Montecatini, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Pistoia Alberto Lippini, su richiesta della procura della Repubblica. Proprio in seguito alle varie denunce presentate dalla donna e alle indagini portate avanti a tempo di record dagli investigatori di via Puccini, diretti dal vicequestore Mara Ferasin.
Come detto, per la donna l’odissea era iniziata quando la donna aveva deciso di interrompere la relazione. Da quel momento erano iniziate le offese e le minacce, sempre più pesanti, dettate da una crescente gelosia sempre più ossessiva. E quindi gli appostamenti quasi quotidiani, sotto casa e nel luogo di lavoro, pedinamenti e numerosissimi telefonate e messaggi. Che avevano costretto la donna, oltre che a bloccare il numero telefonico dell’ex compagno e i propri profili sui social network, a lasciare la propria abitazione e a trovare “rifugio” fuori provincia: ormai temeva anche per la propria incolumità fisica.
A parte l’aggressione fisica avvenuta il 21 giugno scorso mentre i due erano seduti fuori da un bar di Massa e Cozzile, in un’altra occasione il 39enne albanese aveva fatto irruzione nell’ufficio della ex e, non trovandola, aveva minacciato una sua dipendente che, terrorizzata, aveva tentato di chiamare le forze dell’ordine. Ma lui le aveva strappato di mano il telefono, per poi dileguarsi in strada.
Le testimonianze della vittima e di chi aveva assistito alle violenze e alle minacce, nonché l’acquisizione dei numerosissimi messaggi inviati alla donna, hanno consentito agli investigatori del commissariato di raccogliere gli elementi necessari grazie ai quali il pm Claudio Curreli, titolare dell’inchiesta, di chiedere e ottenere dal giudice delle indagini preliminari il provvedimento restrittivo. Anche alla luce della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla ex moglie a cui era ancora sottopposto l’uomo: “una spiccata pericolosità sociale tale da rendere assai probabile una rischiosa reiterazione dei comportamenti delittuosi, addirittura più gravi di quelli commessi” ha spiegato il gip nel motivare l’arresto. —
Massimo Donati
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