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La Texsus punta a diventare azienda leader in Europa

Luca Signorini
La Texsus punta a diventare azienda leader in Europa

L’impresa è stata acquisita dalla multinazionale Shalag quotata a Tel Aviv Il manager Federico Michelotti: «È un passaggio di sviluppo e crescita»

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Chiesina Uzzanese. Con il passaggio del 100% delle azioni al gruppo israeliano Shalag, la Texsus Spa di Chiesina Uzzanese ambisce a diventare il leader europeo nella produzione di tessuto non tessuto. Una prospettiva di crescita che si fonda su solide basi: l’azienda con sede in via Livornese di Sopra, 35.000 metri quadrati di stabilimento, nel vecchio continente copre già il 35% di mercato del settore, con un fatturato pari a 50 milioni di euro. Erano 7 milioni nel 2006, quando Federico Michelotti è diventato direttore generale.

«La multinazionale Shalag ha visto in noi una bella realtà del comparto – dice Michelotti, 44 anni – questo è un passaggio di sviluppo e di crescita, non per distruggere ma per creare ulteriore valore. La Texsus è considerata una punta di diamante. Adesso cominceremo a lavorare a un piano industriale congiunto. L’obiettivo è diventare la piattaforma europea di espansione del gruppo, che punta ad essere il primo produttore mondiale di tessuto non tessuto».

Ancora il manager: «La nostra azienda non è solo manodopera: a Chiesina abbiamo un centro di ricerca avanzato, il controllo qualità, il marketing e la logistica. Da sempre puntiamo sull’innovazione, ci siamo distinti per una politica di sviluppo per quanto riguarda i macchinari, ma anche per la formazione del personale. Per questo siamo considerati appetibili da una multinazionale che vuole espandersi».

Alla Texsus ci sono 120 dipendenti più 50 maestranze con contratti di somministrazione: «Ci auguriamo un consolidamento dell’organico, ovvero l’inquadramento dei 50 lavoratori in somministrazione, e in futuro magari un’espansione con nuove assunzioni», sottolinea il direttore generale.

Dalla Fintex & Partners Italia Spa Holding al gruppo Shalag – la cui capogruppo, Shalag Industries Ltd, è quotata alla Borsa di Tel Aviv – per fare il salto di qualità.

«Quello che un’azienda come la nostra può fare solo con le proprie forze è arrivare all’attuale quota di fatturato – spiega Michelotti – per il salto in avanti serve qualcos’altro, che qui in Italia non c’è. Tra l’altro questa è stata un’acquisizione sui generis, chi ci ha comprato infatti era un nostro competitor».

Fondata nel 1996 su specializzazioni che risalgono agli anni ’80, l’impresa di Chiesina Uzzanese fornisce componenti – ovvero strati di tessuto non tessuto (layer) e le chiusure – ai più noti marchi di pannolini per bambino, che rappresentano il 75% del mercato di sbocco della produzione. Il resto serve “per l’ottimale funzionamento” di pannolini da incontinenza per adulto e, in via residuale, degli assorbenti per l’igiene intima della donna.

Sono tre le linee di produzione in via Livornese di Sopra e arriva a 400 milioni di metri quadrati la produzione annua di tessuto non tessuto. La crescita nei numeri è il risultato di un investimento negli ultimi cinque anni pari a 25 milioni di euro.

L’espansione poteva anche essere ben più corposa: «Il nostro piano di ampliamento è stato interrotto per licenze e permessi che non sono stati concessi dal Comune di Chiesina Uzzanese, con cui attualmente abbiamo un contenzioso», sottolinea Michelotti.

Nonostante questa complicazione, la Texsus è finita nelle mani di una multinazionale straniera che ci ha visto enormi potenzialità. –

Luca Signorini

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