Gioco
L’ex amministratore delle Terme: giudico eccessivo chiedere 1,6 milioni di euro
Ancora polemiche sul conteggio presentato alla società dall’avvocato Baldassarri per incarichi dal 2002 al 2018
MONTECATINI. «Non mi sembra di aver detto niente di così trascendentale: confermo che la richiesta da 1, 6 milioni è eccessiva, così come mi sembra quanto meno esagerato sollevare questioni su un’opinione». Non si placa il botta e risposta a distanza tra l’ex amministratore unico delle Terme Carlo Brogioni e l’avvocato pistoiese Marco Baldassarri, dal 2002 al 2018 legale della stessa società. Al centro della querelle il conto da 1, 6 milioni di euro presentato da quest’ultimo per prestazioni mai pagate nel corso di 16 anni di lavoro. Una polemica, quella tra i due, che ha preso spunto da un post pubblicato su Facebook dall’ex Au, per niente gradito dall’avvocato, che ha annunciato azioni legali. «Resto sorpreso di come un professionista esperto e navigato (non solo per ragioni anagrafiche) – aveva scritto Baldassarri – possa definire “fuori dal mondo” il conteggio dei miei compensi professionali, per un’assistenza legale che ha accompagnato (in qualche caso anche salvato) le Terme in tutte le sue più importanti vicende negoziali e giudiziarie dal 2002 a oggi. Brogioni non solo ha ricevuto tale dettagliato conteggio, ma lo ha anche fatto verificare da un legale di sua nomina. All’esito di tale ricognizione, nessun rilievo di merito è stato sollevato in ordine alla congruità delle somme da me indicate. Alla luce di tali circostanze – aveva aggiunto l’avvocato – non posso che addebitare a malafede il suo lasciar intendere, con la sua gratuita quanto offensiva espressione “richiesta fuori dal mondo”, che io domandi compensi non corrispondenti al valore delle attività da me svolte. Per tali motivi ho dato mandato ai miei legali di agire nelle opportune sedi a tutela dei miei interessi».
«Le richieste economiche avanzate dall’avvocato – replica ora l’ex Au – non erano giustificabili e per questo incaricai un legale di dirimere la questione. Gli furono offerti anche 200mila euro, ma lui rifiutò. Così come non se ne fece nulla circa il passaggio di proprietà, a titolo transattivo, di un bene immobile, non ricordo se la Palazzina consulenti (viale Verdi, nda) o quella della presidenza (viale Diaz, nda), in quanto comunque con un valore di mercato alto». Prestazioni che secondo Brogioni erano eccessive anche perché «il conto fu presentato prima della trattativa andata a buon fine con Unipol», ma pur sempre dopo «altri risultati, come l’arbitrato con gli ex gestori ascolani, che non furono certo un successo per la società». Sullo sfondo, precisa Brogioni, resta comunque «un rapporto sempre collaborativo con l’avvocato: l’unica cosa sulla quale non siamo d’accordo è il conto da 1,6 milioni. Non vorrei che concentrandosi su una mia semplice valutazione si voglia distogliere l’attenzione sul problema di fondo: se tale cifra sia o meno giustificabile». –
David Meccoli
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