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Montecatini

il caso 

«Ho seguito decine di pratiche per anni e dalle Terme ho ricevuto solo acconti»

David Meccoli
«Ho seguito decine di pratiche per anni e dalle Terme ho ricevuto solo acconti»

L’avvocato Marco Baldassarri e le prestazioni professionali da 1,6 milioni: «Mi dicevano che ci saremmo messi d’accordo»

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MONTECATINI. «Tanto vedrai, ci mettiamo d’accordo, non ti preoccupare». E lui si fidava, riservando sempre «un occhio di riguardo alle Terme» e rinviando l’invio di ogni notula «in buona fede». Anche se – spiega – «alla fine non ci siamo mai messi neanche attorno a un tavolo». Di vicende come questa sono piene le vite (lavorative) di tanti professionisti. Solo che stavolta il conto finale parla di 1,6 milioni di euro. «Ma non c’è alcuna fattura o maxi parcella – spiega l’avvocato pistoiese Marco Baldassarri, che ha prestato la sua opera professionale per le Terme dal 2002 al 2018 – ma solo decine di pratiche che ho seguito in tanti anni e che non mi sono mai state pagate». O meglio, precisa, «qualche acconto via via c’è stato», ma per il “grosso” il legale ha atteso che andasse a buon fine la madre di tutti i contenziosi, quello in atto con Unipol e che alla fine ha portato nelle casse termali, grazie a una transazione, 5,5 milioni di euro. Ecco, qualcosa dopo quella vicenda che si è trascinata tra vari tribunali e gradi di giudizio, deve aver suggerito a Baldassarri che era venuto il momento di mettere dei paletti più precisi: già lavorare gratis non piace a nessuno, figuriamoci quando si parla di certe cifre. «Ma lo ripeto – dice – a quell’1, 6 milioni è stata data troppa importanza. In realtà, come ho specificato alle Terme, si tratta di un numero che corrisponde a quanto avrei dovuto riscuotere seguendo un normale tariffario. Ma ero disposto a trovare un accordo».

E non a caso l’amministratore unico Alessandro Michelotti aveva accennato a una successiva richiesta (sempre ritenuta eccessiva per le tremolanti casse di viale Verdi) che si aggirava attorno al milione di euro.

«Il problema – dice Baldassarri – è che non ci siamo nemmeno mai messi seriamente a parlarne». Motivo per cui le parti hanno fatto ricorso alla mediazione della Camera di commercio. Addirittura nel corso degli anni in Palazzina Regia era emersa anche la possibilità di compensare il debito nei confronti del legale cedendogli un bene immobile. Ma quasi tutto il patrimonio è sotto ipoteca bancaria – l’unico bene eventualmente “libero” è la Torretta – e alla fine, come spiega lo stesso Baldassarri, «non c’è stata in tal senso alcuna trattativa concreta».

A complicare ulteriormente la vicenda c’è ora il botta e risposta tra Carlo Brogioni e lo stesso avvocato Baldassarri. L’ex Au delle Terme ha infatti raccontato su Facebook la sua versione dei fatti, che non è affatto piaciuta a Baldassarri, il quale ora per tutelarsi si affida ai suoi legali.

«Resto sorpreso di come un professionista esperto e navigato (non solo per ragioni anagrafiche) – scrive Baldassarri – possa definire “fuori dal mondo” il conteggio dei miei compensi professionali, per un’assistenza legale che ha accompagnato, in qualche caso anche salvato, le Terme in tutte le sue più importanti vicende negoziali e giudiziarie dal 2002 a oggi. Brogioni non solo ha ricevuto tale dettagliato conteggio, ma lo ha anche fatto verificare da un legale di sua nomina, che ha a tale scopo svolto per più giorni una sorta di due diligence nel mio studio. All’esito di tale ricognizione, nessun rilievo di merito è stato sollevato in ordine alla congruità delle somme da me indicate».

«Alla luce di tali circostanze, che Brogioni ha omesso di menzionare – conclude l’avvocato – non posso che addebitare a malafede il suo lasciar intendere pubblicamente, con la sua gratuita quanto offensiva espressione “richiesta fuori dal mondo”, che io domandi compensi non corrispondenti al valore delle attività da me svolte. Per tali motivi ho dato mandato ai miei legali di agire nelle opportune sedi a tutela dei miei interessi, patrimoniali e non, per le affermazioni rese da Brogioni». –

David Meccoli

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