Italia
Torna all’antico splendore il villino di Leoncavallo
Il compositore vi abitò definitivamente dal 1916 fino alla morte tre anni dopo L’immobile restaurato dagli architetti Barbara Giannessi e Francesco Orsucci
MONTECATINI. Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento molti personaggi del mondo politico e dello spettacolo furono assidui frequentatori di Montecatini e delle sue terme. Fra questi il compositore Ruggero Leoncavallo, che dopo tanti piacevoli soggiorni in città, venduta la proprietà a Brissago in Svizzera, dal 1916 vi si trasferì definitivamente, divenendone uno degli animatori della vita culturale e musicale fino alla sua morte, avvenuta proprio lì il 9 agosto 1919.
In quel periodo l’artista risiedeva in un villino, situato nell’attuale via Arcibaldo Giannini a due passi dal centro ed allora immerso in una grande area verde, delimitata da una imponente recinzione in ferro battuto tuttora esistente. L’edificio è stato poi la succursale dell’albergo Adriatico della famiglia Magrini, per passare quindi nel 1957 al dottor Sirio Stefanelli e successivamente ad una delle sue figlie, la dottoressa Federica, attuale proprietaria.
Il vero e proprio intervento di restauro improntato ai valori di salvaguardia degli aspetti architettonici e stilisti è iniziato nel febbraio 2018 ed è proseguito fino a pochi giorni fa, nel centenario della morte del mastero. Un lavoro accurato e certosino, sotto lo sguardo attento ed amorevole dei progettisti, gli architetti Barbara Giannessi e Francesco Orsucci. Sistemato il tetto (inserimento manto impermeabilizzante, sostituzione embrici messa in sicurezza dei comignoli) è seguita la fase dell’adeguamento dell’impianto elettrico ed idraulico, del riscaldamento e la video sorveglianza. La ristrutturazione interna ha rispettato la divisione dei vani principali. Le pareti e i soffitti presentavano riquadri e cornici in stucco che sono state mantenute, così come i colori delle tinteggiature nelle stanze principali. Internamente è stata realizzata una vetrage con funzione di parete - filtro come separazione fra il piano terreno e il piano primo. La struttura in ferro della vetrage si articola in tre pannellature apribili, con vetro trasparente, arricchito da disegni floreali d’ispirazione liberty, realizzato tramite molatura. Un elemento di arredo nuovo in armonia con le caratteristiche dell’immobile. La piccola concessione al design moderno è avvenuta in cucina fra linee essenziali, superfici lucide e uniformi, dai colori solari che contrastano perfettamente col piano di lavoro in pietra grigio antracite.
L’intervento progettuale più significativo da un punto di vista architettonico riguarda l’ampliamento sul fronte est, con una veranda a pianta pentagonale, come l’ingresso. Un vano che consente all’area living del salotto di estendersi verso il giardino. Le cinque pareti sono quasi completamente vetrate e consentono un rapporto diretto col verde. Per la tinteggiatura delle facciate esterne e dei muri perimetrali del giardino si è scelto il giallo crema mentre per le cornici a rilievo o dipinte ha prevalso il grigio chiaro, a richiamare l’ uso della pietra serena per tali elementi. Sul fronte principale, preservato il disegno del giardino originale, caratterizzato da due grandi aiuole rettangolari, arricchite al centro dalle magnolie. Alle consunte piastrelle cementizie, un getto di “sasso lavato” articolato in specchiature per raccordare le diverse altimetrie dei piani e rendere il passaggio uniforme. —
Roberto Grazzini
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