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Ambulanza “fantasma” Forza Italia porta il caso in Regione

D. M.

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MONTECATINI. Approda in consiglio regionale la vicenda dell’ambulanza “fantasma” della Società soccorso pubblico. In un’interrogazione depositata dal consigliere Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia), si chiede infatti conto delle accuse di false fatturazioni in danno alla Asl.

«Il caso – si legge in una nota firmata dallo stesso Marcheschi – è stato portato in evidenza dalla stampa pochi giorni fa. Le accuse che vengono mosse alla Pubblica Assistenza di Montecatini di falsa fatturazione e truffa ai danni del sistema sanitario nazionale, ora al vaglio degli inquirenti e della guardia di finanza, sono gravissime ed è importante e urgente che il presidente della Regione Enrico Rossi e il direttore dell’Usl Toscana Centro facciano chiarezza tempestivamente su quanto viene denunciato».

Nell’interrogazione che il consigliere regionale ha presentato si chiede, nello specifico, di «verificare se effettivamente ci sono fatture emesse (e rimborsate) alla Società di Soccorso Pubblico da parte dell’Usl per l’ambulanza con sigla Asl2605 alfa 62, che nel periodo dal 21 gennaio 2017 a oggi non avrebbe potuto effettuare servizi perché priva di copertura assicurativa. Questa ambulanza di fatto risultava ferma in un’autofficina in attesa di essere rottamata, ma stando a quanto viene denunciato effettuava regolarmente servizi rimborsati dall’Usl».

«Qualora fossero accertate le accuse – si legge ancora nel comunicato – chiedo alla Regione come intenda intervenire sia sui mancati controlli dell’Usl, sia nei confronti della Società di Soccorso Pubblico».

L’associazione di volontariato (la più antica della città) è al centro di una vicenda in cui si ipotizzano i reati di “falsa fatturazione e truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale”. Il tutto nasce da un esposto alla guardia di finanza fatto tramite una lettera anonima e una chiavetta usb nella quale è registrata una conversazione a tre, datata 11 luglio 2018, da parte dei vertici del Pronto soccorso «relativamente – conclude Marcheschi – alla fatturazione di falsi servizi di un’ambulanza ferma da quasi due anni in officina».

Oltre alle segnalazione alla guardia di finanza, il “corvo” ha successivamente colpito ancora, e dopo le prime due lettere anonime (originariamente spedite ad altrettanti ex dipendenti del Ssp), un’altra missiva è stata portata nei giorni scorsi alla polizia (ma ne circolerebbe anche una quarta copia). Medesimo il contenuto: un foglio con la descrizione dettagliata della vicenda e una chiavetta Usb. –

D. M.

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