Toscana
Biagini, 40 anni di carriera per l’artigiano del trotto
Quella dell’allenatore-guidatore è una delle scuderie più vicine alla pista una vecchia bottega che ha accompagnato le pagine più importanti del Sesana
montecatini. Sabato scorso Roberto Biagini ha festeggiato i 40 anni di carriera. Esponente di quella filosofia del buon tempo antico, Roberto è amatissimo dalla gente. Positività, gentilezza e disponibilità sono i tratti di questo allenatore-guidatore che se sta sgambando un cavallo prima delle corse e tu stai passeggiando a bordo pista, ti vede e ti saluta per primo. Biagini e il trotto, non solo Roberto ma anche nonno Orlando, che faceva il vetturino a Montecatini, ma già in quei tempi lavorava con i cavalli, e il babbo di Roberto, quell’Alfredo al quale è intitolato un memorial nell’estate del Sesana. Giusto riconoscimento ai meriti di un grande uomo d’ippica, il magistrale preparatore di puledri, da Cinquale a Gustino fino a Arundo Donas.
Quella dei Biagini all’ippodromo è una delle scuderie più vicine alla pista, una vecchia bottega di trottatori che molti montecatinesi hanno visitato quando alla domenica si poteva entrare in quel meraviglioso dietro le quinte delle corse dei cavalli. Sta lì da quasi ottant’anni, ha praticamente accompagnato quasi tutte le pagine più sfolgoranti del vecchio glorioso Sesana.
Era il 3 agosto 1979 quando Roberto salì in sulky per la prima volta in una corsa. Quarant’anni dopo il volto, lo sguardo, il tratto sembra sempre lo stesso. Quello di un uomo che un giorno si è raccontato così al giornale delle corse: «Vengo da una famiglia di allenatori-guidatori che allenavano il proprio materiale e con quello correvano. Io faccio la stessa cosa. Diciamo che sono uno all’antica, un artigiano che ama il proprio lavoro. Non ho mai pensato di guidare i cavalli di altri. Va bene così».
E di cavalli buoni questo artigiano del trotto ne ha creati. Ad esempio Doge d’Alfa, record di 13. 4 e oltre 193 mila euro di somme vinte. E ancora quel Magicsel che disputò una eccellente stagione a quattro anni, nel 2010, tra l’altro trionfando proprio al Sesana in una tris della riunione primaverile. La lettera M fu una delle migliori annata dei made in Biagini. Con Mival Tondi che vinse molto a 2 e 3 anni, Mattia Tondi diligente e Madame Roby di classe anche se frenata da un infortunio. Le femmine di Roberto Biagini quando smettono di correre diventano fattrici, vanno a fare le madri nell’allevamento di famiglia. Tra le cavalle che hanno dato dei prodotti attualmente in pista c’è Indovina Tondi, che dopo 12 vittorie e 93 piazzamenti è andata a fare la madre e un suo figlio, Alfred, è un tre anni che sta disputando la riunione in notturna di Montecatini. Un’altra madre virtuosa è Deviosaf Roby che ha generato quello Spirit Roby che è l’alfiere della scuderia con la giubba verde e gialla, da sempre i colori indossati in corsa da Roberto. Spirit è come il vino, migliora invecchiando. In luglio ha vinto una bella corsa al Sesana, da tempo il successo sembrava sfuggirgli perché qualche dolorino con gli anni lo sente e non è semplice per un vecchio guerriero delle piste sfuggire all’inseguimento degli avversari. Ma quella sera è andata, e grande è stata anche la gioia di Gaia e Gemma, le prime tifose di questo driver gentile. Qualche anno fa Roberto le presentava come le “bimbe” . Adesso che sono grandi, le ragazze aiutano in scuderia e passeggiano i cavalli. Perché se sei una Biagini i cavalli ce li hai nel sangue. —
Paolo Allegri
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