Presenze al bocciodromo nonostante la chiusura
Interrogazione di Pd e M5S: «Che ci facevano gli ex gestori all’interno dei locali?». La struttura di Montecatini è inagibile in attesa dei lavori per la messa in sicurezza
MONTECATINI. Se il bocciodromo non è a norma e se non sono stati ancora eseguiti i lavori di ristrutturazione, perché è frequentato da persone con il rischio della loro incolumità? È quanto chiedono le minoranze (Pd e Movimento 5 Stelle) in una interrogazione urgente che fa seguito a quella già presentata all’ultimo consiglio comunale da Helga Bracali.
«Innanzitutto – scrive la stessa consigliera del Pd – siamo a richiedere il motivo per cui gli ex gestori fossero in possesso delle chiavi della struttura. L’assessore Alessandro Sartoni mi aveva risposto che gli uffici di sua competenza non avevano rilasciato alcuna autorizzazione all’ingresso dei coniugi Zinanni al bocciodromo. Chiediamo se è vero che in occasione della chiusura della struttura, alla riconsegna delle chiavi da parte degli ex gestori si sia provveduto alla sostituzione della toppa dell’ingresso e se esiste un atto che evidenzi tale spesa. Chiediamo altresì chi ha preso tale decisione e con quale atto, trattandosi appunto di un immobile di proprietà comunale».
«La passata amministrazione, con grande dispiacere per il disagio che si andava a creare agli utenti – prosegue Bracali, ex assessore nella giunta Bellandi – ha dovuto chiudere il bocciodromo poiché in carenza delle necessarie certificazioni per la messa a norma dell’impianto, prevedendo al contempo una serie di lavori. A distanza di poco tempo, e senza lavori di rilievo, ho trovato personalmente all’interno della struttura l’ex gestore e la consorte a fare le pulizie».
L’assessore Sartoni si è preso 10 giorni di tempo, eppure – secondo Bracali – «le risposte che mi potevano essere fornite, a mio parere, erano semplici». E riguardavano i lavori (non eseguiti), i debiti (che restano quelli accumulati al 25 maggio), il possesso delle chiavi. «Si è parlato di atto di manleva – conclude dunque Helga Bracali – ma è possibile visionare qualche documento? E se questo esiste, è davvero efficace davanti a un giudice qualora accadesse davvero qualcosa?».
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