Il Tirreno

Montecatini

Ipotesi di inquinamento a Mondolandia? «E intanto sfuma l’accordo con Yamaha»

David Meccoli
Un’immagine della Corte del Tappo, confinante con Mondolandia (Foto Nucci)
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Un’immagine della Corte del Tappo, confinante con Mondolandia (Foto Nucci)

Montecatini, Puccinelli amareggiato per le proteste dei residenti in Corte del Tappo: «Abbiamo detto addio a eventi da 5mila persone»

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MONTECATINI. Si dice «stanco e deluso» per la situazione che si è venuta a creare. Rivela che tutto questo è costato a lui personalmente e alla città la possibilità di un forte investimento che avrebbe potuto fare a Montecatini la Yamaha (con eventi da 5mila persone e una scuola guida permanente per i giovani). Il piombo che si sarebbe depositato sul terreno dell’ex tiro a volo? «Disposto a fare analizzare l’area, ma allora si facciano rilevamenti a 360 gradi sull’inquinamento, visto che parliamo della via Camporcioni, una delle strade più trafficate del territorio». 

Massimo Puccinelli è proprietario del complesso Mondolandia, sorto già da diversi anni là dove un tempo si sparava ai piattelli («Era uno dei centri più importanti d’Italia»). Un imprenditore che nell’area ha investito tanti soldi, ma che stenta a far decollare, stretto tra burocrazia, leggi “stringenti” e… Corte del Tappo. Tanto che ora, dice, non ha alcuna intenzione di lottare e molla la presa per «quieto vivere».

La vicenda, raccontata dal Tirreno nei giorni scorsi, vede protagonisti da una parte Puccinelli e dall’altra un gruppo di residenti della stradina in profonda zona sud che, con un avvocato, è stato ricevuto dal sindaco Luca Baroncini proprio per cercare di risolvere la querelle.

Nell’incontro è stato sollevato il problema dell’inquinamento acustico che si registra durante gli eventi motoristici (in certi casi, è stato affermato, l’impatto è di oltre 130 decibel) e del sollevamento delle polveri da parte dei mezzi a due e quattro ruote. «Non capisco davvero cosa muova queste persone – dice Puccinelli – visto anche che nell’ultimo anno Mondolandia ha ospitato moto solo in 3-4 giorni. È vero che stavamo trattando con la Yamaha per un progetto di ampio respiro, ma loro non potevano saperlo, visto che gli incontri erano riservati».

Un progetto che avrebbe dovuto prendere avvio il 27 giugno con un evento lancio, in cui erano previste esibizioni e la presenza di piloti famosi. «Si è parlato addirittura di Valentino Rossi – dice Puccinelli – per una manifestazione che avrebbe costituito il banco di prova per capire se Mondolandia e la città erano in grado di ospitare grandi eventi da migliaia di persone».

Ma Yamaha avrebbe voluto andare oltre e fare di Montecatini la sede di una scuola guida dedicata ai giovani centauri, realizzare una sede operativa e magari anche un museo delle due ruote. «Non un’area dove si corre con le moto – specifica Puccinelli – ma un’idea diversa di rilancio della zona e di tutto il territorio. Di che si ha paura? Dell’inquinamento? Del rumore? E allora chi come me vive nella circonvallazione nord di Montecatini, che dovrebbe dire?».

Ma ci sarebbe poi anche il problema del piombo, depositatosi in tanti anni di spari ai piattelli. «Sono 25 anni che a Mondolandia non c’è più il tiro a volo – replica Puccinelli – che peraltro era regolarmente autorizzato e controllato. Solo ora si tira fuori il problema del piombo? Si vogliono fare le analisi dell’aria e del terreno? Bene, non ho niente in contrario, ma si facciano a 360 gradi, andando a rilevare le polveri sottili che ci sono qui a due passi, sulla via Camporcioni».

E intanto Yamaha ha però salutato e se ne è andata altrove. «Mio padre – spiega l’imprenditore – mi ha insegnato ad ascoltare le esigenze degli altri, a saper convivere pacificamente con tutti. Ho preferito non impuntarmi a lasciar perdere. Sarebbe servito però più buon senso da parte di tutti: con i residenti avevamo iniziato un dialogo, ma poi loro hanno preferito andare dal sindaco e mostrare i muscoli. Non è più possibile fare impresa e investire in Italia: che sia lo Stato, il Comune o i cittadini, c’è sempre qualcuno che ti si mette contro». –

David Meccoli
 

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