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LAMPORECCHIO

Nessun colpevole per quei 20 milioni dei risparmiatori andati in fumo

Massimo Donati
Gli avvocati difensori Elena Baldi e Fausto Malucchi
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Gli avvocati difensori Elena Baldi e Fausto Malucchi

Dopo la prescrizione del reato per il promotore finanziario è arrivata l’assoluzione per i coimputati accusati di riciclaggio

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LAMPORECCHIO. A conti fatti, i milioni andati in fumo erano stati più di venti. E alcune famiglie ci avevano rimesso tutti i risparmi messi da parte in una vita intera di lavoro. Non tanto – sembra – perché il promotore a cui li avevano affidati se li era messi in tasca, quanto perché il professionista, considerato vox populi un piccolo mago della finanza, alla fine era rimasto coinvolto in un circolo vizioso di investimenti ad alto rischio sbagliati e di tentativi ancor più azzardati di recuperare il denaro dei suoi clienti. Fatto sta che per tutti quei soldi svaniti nel nulla, per la giustizia penale non ci sono colpevoli.. Nè il promotore in questione, Danilo Leporatti (51enne nativo di Vinci e residente a Lamporecchio), accusato di truffa, per il quale è scattata la prescrizione del reato nel corso del lungo (troppo) processo; né coloro – la sua ex moglie e il suo miglior amico, Maneula Rosselli e Valerio Ancillotti, anche loro di Lamporecchio – che, nello stesso processo, erano finiti invece sul banco degli imputati con l’accusa di riciclaggio e che, l’altra mattina, sono stati assolti “perché il fatto non costituisce reato”.

Erano 53, per un totale di circa 2.200.000 euro di risparmi svaniti (per gli altri 18 milioni la prescrizione era già arrivata prima dell’inizio del processo) le parti offese (di mezza Valdinievole) nel procedimento in questione, in cui Leporatti era accusato di truffa e falso materiale. Processo in cui, ad un certo punto, con l’arrivo della prescrizione (che per tali reati arriva dopo 7 anni e mezzo), da imputato, il promotore è diventato testimone, lasciando sul banco degli accusati l’ex moglie e l’amico, imputati di un reato, il riciclaggio, per il quale il termine per la prescrizione è più lungo: 15 anni.

I due erano accusati di essersi prestati per incassare assegni per svariate decine di migliaia di euro che Leporatti aveva ricevuto (a nome dei due oppure in bianco) dai propri clienti: l’unico modo – ha testimoniato poi in aula Leporatti – per effettuare alcuni investimenti per conto degli stessi clienti al di fuori dei vincoli imposti dalla legge ai promotori finanziari.

Ma secondo il tribunale – che ha accolto la tesi degli avvocato difensori Fausto Malucchi ed Elena Baldi (per Ancillotti) e Luca Marchetti (per Rosselli) – i due imputati non erano consapevoli dell’illecito che stavano commettendo. E, come chiesto anche dal pm Claudio Curreli, li ha assolti per mancanza del dolo. Tanti soldi spariti, quindi, ma nessun colpevole. —
 

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