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la protesta 

«Impossibile portare un fiore ai miei cari»

Maria Salerno
«Impossibile portare un fiore ai miei cari»

Da due anni l’area in cui si trovano le tombe dei genitori di Carlo Gentili è interdetta. «Quando finirà questa situazione?»

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PESCIA. “Corrispondenza d’amorosi sensi”. Così Foscolo definiva il legame che tramite la tomba si instaura una tra il defunto e il vivo. Questa corrispondenza affettiva è il mezzo per trascendere il tempo. Ma a molti pesciatini, da diverso tempo, sembra essere negata. Molte tombe, infatti, a causa dei continui crolli che negli anni si sono succeduti all’interno del Cimitero monumentale di Pescia, sono inaccessibili, e questo fa sì che a molti sia precluso un gesto semplice e naturale come quello di depositare un fiore sulla tomba dei propri cari.

Succede a Carlo Gentili, ad esempio, che racconta l’amarezza che lo assale tutte le volte che, recandosi al cimitero in visita ai propri genitori, deve limitarsi a guardare la tomba a distanza, da dietro una transenna che gli sbarra l’accesso.

La tomba in cui sono sepolti i genitori di Gentili è collocata nella zona dove, due anni fa, parte del tetto del loggiato è crollato, nella parte sinistra, dove si trovano i forni vecchi. Peraltro non si tratta dell’unica parte interdetta perché pericolante, il cimitero di via Squarciabocconi da anni versa in un totale stato di abbandono e degrado. L’area più compromessa è quella dove sorge la chiesa, alla quale sono sette anni che è impossibile accedere.

«Mi chiedo davvero se questa situazione interessi veramente l’amministrazione – si domanda Gentili – comprendo perfettamente che la situazione delle casse comunali non debba essere delle più floride, ma si tratta di un’esigenza che riguarda moltissimi cittadini, non solo me. Penso che a prescindere dall’orientamento politico di ognuno, tutti desiderino portare un fiore o recitare una preghiera sulla tomba dei propri cari. Io sono due anni ormai che non ho la possibilità di farlo e se questa situazione avesse un tempo determinato lo capirei forse di più, ma la mia sensazione è quella che questo stato di incuria, che ormai si trascina da anni, venga lasciato a se stesso. Mi rivolgo direttamente all’amministrazione e a chi ha competenza in materia per sapere quanto tempo dovremmo aspettare ancora prima di potere assolvere a quello che è un nostro diritto?».

Carlo Gentili non è l’unico ad avere denunciato al nostro giornale l’impossibilità di potersi recare in visita alla tomba dei propri cari, negli anni sono diverse le segnalazioni e gli sfoghi dei cittadini che abbiamo raccolto. Segno tangibile che si tratta di una priorità per la comunità, che da tempo immemore aspetta di vedere sistemato il proprio cimitero. D’altra parte il sindaco Oreste Giurlani, già dalla campagna elettorale, aveva indicato nel “decoro dei cimiteri, che ospitano i nostri cari defunti, uno dei valori prioritari della nostra piattaforma programmatica” . –

Maria Salerno

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