Il dolore
La Palazzina Regia rischia di perdere il finanziamento
L’allarme di Fanucci: «A che titolo le Terme occupano una sede del Comune?» L’ex deputato del Pd paventa che il governo revochi fondi per 5 milioni di euro
montecatini. Potrebbe essere revocato il finanziamento statale da 5 milioni di euro per la Palazzina Regia. È quanto paventa il Pd dopo l’interrogazione depositata nei giorni scorsi dal capogruppo Edoardo Fanucci. Era stato infatti il governo Renzi – come ricorda l’ex deputato – a dare l’impulso decisivo al Cipe affinché finanziasse l’operazione che avrebbe poi portato liquidità nelle casse delle Terme e, al tempo stesso, data la possibilità di realizzare un polo museale nella Palazzina, passata nelle mani del Comune.
Oggi, l’edificio di viale Verdi, è però ancora chiuso al pubblico, in quanto tuttora sede amministrativa delle Terme. Ma la città, per Fanucci, «è a un passo dall’entrare nell’Unesco e la palazzina è un fiore all’occhiello della candidatura: perché siamo ancora fermi?». Tanto più, spiega il capogruppo Pd, che l’amministrazione Bellandi aveva già stanziato 250mila euro per i lavori di ristrutturazione, ai quali potrebbe sommarsi un ulteriore contributo da 800mila euro derivante da un bando della Fondazione Caript. «Il Comune ha intenzione di partecipare a questo bando per la valorizzazione e il restauro del patrimonio artistico del territorio provinciale, che scade a settembre?» chiede Fanucci.
Nell’interrogazione, che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, Fanucci chiede di conoscere «le intenzioni della maggioranza in relazione alla valorizzazione della Palazzina Regia, acquisita al patrimonio dell’ente grazie al contributo del governo Renzi e le ragioni della sua mancata presa in possesso da parte del Comune». Concetto ora ribadito in maniera ancor più chiara: «A che titolo le Terme occupano una sede del Comune?». Su questo punto ora l’ex deputato si spinge più in là, fino a chiedersi quali potrebbero essere «le conseguenze, amministrative e contabili, della mancata presa in possesso dell’immobile e il loro impatto sulle casse dell’amministrazione comunale». Il contributo del Cipe, infatti, «è finalizzato alla realizzazione del museo, non al mantenimento dello status quo, quindi alla trasformazione dell’immobile da sede amministrativa a sede espositiva, per un volano di sviluppo turistico». Ma, come rileva ancora il capogruppo Pd, «nel programma di Baroncini non c’è una parola sulla Palazzina Regia e sulla sua trasformazione in museo. I 250mila euro stanziati per questo da Bellandi saranno confermati e integrati con ulteriori risorse? In caso di risposta negativa il Cipe probabilmente chiederà indietro i soldi, in quanto il contributo è finalizzato proprio alla nascita di un museo». Timori ribaditi anche dall’ex vicesindaco Ennio Rucco, che nel rivelare che «fino a pochi mesi fa sono stati mandati tre avvisi all’amministrazione delle Terme da parte della responsabile del Patrimonio del Comune per trasferire gli uffici della direzione in altro immobile, in quanto la Palazzina è di proprietà comunale», ricorda anche che «il contributo stanziato dal governo a suo tempo, oltre all’acquisto finanzia anche i lavori: è ovvio che se la direzione delle Terme resta dov’è i lavori non possono essere eseguiti e il contributo è destinato alla revoca». —
David Meccoli
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