Finanza
Sara e Daniela in gara per “Operazione sorriso”
Un avventore le ha segnalate e le due bariste di “Sweet” hanno accettato di partecipare al concorso del Tirreno: ora sta ai lettori votarle compilando il tagliando
MONTECATINI. Svoltato l’angolo di Corsa Roma che si immette in via Balducci, il “panorama” della cittadina termale cambia decisamente. Le eleganti abitazioni della gente che vive tra il centro e la chiesa di Sant’Antonio prendono il posto dei negozi per quello che rimane uno dei salotti “buoni” di Montecatini. E proprio lì, all’inizio della strada, c’era una volta il negozio “Insieme”, dove i bagnaioli doc e non, avevano la certezza di trovare il regalo giusto per qualsiasi occasioni. Si entrava quasi in punta di piedi ed un po’ in soggezione in quell’ambiente elegante e raffinato, messi comunque immediatamente a proprio agio dal sorriso e dalla cortesia degli affabili dipendenti.
I tempi passano, le attività chiudono e passano di mano, ma in rari casi, per fortuna, l’imprinting originario resta. Del resto questo era l’obiettivo primario di Daniele Grieco, Gran Maestro Pasticciere, e della moglie Michela, quando, qualche primavera fa, hanno avuto la brillante idea di scegliere appunto quel preciso punto di Montecatini per aprire “Sweet”, paradiso di dolcezze.
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Sugli scaffali le prelibate opere d’arte di Daniele non fanno rimpiangere le pregiate ceramiche fiorentine di allora. Al resto ci pensa il piccolo battaglione “in rosa” presente in laboratorio ed al banco. Proprio in quest’ultimo reparto, al di là della divisa, formale quanto basta ed adeguata all’ambiente, e del grazioso aspetto fisico, sono il portamento professionale e la fiera postura delle due “veterane” a colpire l’attento avventore, pronto a segnalare con solerzia le ragazze per il nostro concorso “Operazione sorriso”.
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La prima a farsi avanti Sara Pesi, 31 anni, da Monsummano, quindici dei quali passati “in prima linea”. Faccino birichino ed occhi di un azzurro marino, non ha certo peli sulla lingua.
«Se esistesse una scala di valori, da uno a dieci – esordisce – per descrivere la difficoltà nello stare al pubblico, direi tranquillamente fra il 9 ed il 10. Chi sta dall’altra parte del bancone ha abitudini che un dipendente sveglio deve essere bravo a “catalogare” subito mentalmente. È l’ostacolo minore – spiega – mentre a mio avviso il mal costume da combattere è il modo di proporsi della gente. Si avverte il senso di un minor rispetto per chi lavora. A quel punto, però, occorrono solo tanta pazienza e un bel sorriso, fondamentale in tali circostanze».
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Le fa eco Daniela Franceschi, 39 anni, nata a Bologna e monsummanese di adozione, 17 dei quali al pubblico e 5 dietro il bancone dello Sweet. Ragazza sicura di sé ed aggraziata, non abbassa mai lo sguardo.
«Il sorriso è essenziale – sentenzia – ma deve assolutamente venire spontaneo, altrimenti è bene scegliere un’altra professione. Essere gentile aiuta te stesso e gli altri. Inutile dare un ottimo prodotto al cliente se poi non è “corredato” da un servizio all’altezza».
L’insieme di tanti fattori positivi ha consentito al locale di fidelizzare una clientela variegata e di diverse fasce d’età. Più in là, le figlie di Daniele e Michela, Angelica, 18 anni, e Aurora, 12, ascoltano in religioso silenzio. La maggiore frequenta l’Istituto Alberghiero e le piace stare al pubblico.
«È una grande famiglia – spiega Michela – collaudata e rodata nel tempo che sa adattarsi alle esigenze ed alle necessità. Sa fare quadrato, perché no? , anche con un semplice sorriso». —
Roberto Grazzini
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