Il Tirreno

Montecatini

Ruba la borsa dall’auto in coda al McDrive

di Roberto Grazzini
Ruba la borsa dall’auto in coda al McDrive

Un uomo è sbucato da una siepe laterale e ha infilato il braccio nell’abitacolo. Poi è fuggito su una Panda in attesa 

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MONTECATINI. Il buio oltre la siepe, che valse il premio Pulitzer alla scrittrice Harper Lee e fu pure un autentico capolavoro cinematografico, testimoniava la paura per l’ignoto e per le diversità nell’America in piena depressione degli anni ’30. Nella storia che stiamo per raccontare ci sono minor poesia e pochi contenuti sociologici ma lo spavento della malcapitata protagonista è stato comunque tanto.. Tutto accade venerdì sera, intorno alle 21. Sulla frequentata Camporcioni, arteria che collega gran parte della Valdinievole, il traffico è relativo. L’insegna del McDonald’s ha da sempre un effetto rassicurante sui viandanti in cerca di ristoro. In fila sulle loro auto, ordinati, conducenti, prole e animali al seguito aspettano di poter ordinare all’addetta del McDrive per poi girare sull’altro lato del ristorante per ritirare l’agognato pacchetto. Ma all’improvviso, da quella siepe che divide il vialetto dei clienti del ristorante dalla strada pubblica, ecco sbucare, nell’oscurità, una sagoma agile e scattante che introduce un braccio dal finestrino del passeggero della Lancia Musa in coda e, con un fulmineo ed allenato gesto, strappa la borsa alla sbigottita conducente. Fra le urla dei dipendenti del locale, l’uomo di nuovo attraversa la siepe in direzione opposta. Ad attenderlo due complici su una Panda di color bianco, i quali, sgommando, si danno alla macchia. Pochi attimi, questione di secondi ed è tutto finito, senza che nessuno possa fare qualcosa per reagire.

Una scena che passa e ripassa continuamente nella mente di Michela Grieco e di Angelica, la figlia maggiore, la cui vettura era proprio dietro alla Musa. «Stavamo aspettando di ordinare il nostro gelato – racconta Michela – però poi l’attenzione mia e di mia figlia si è spostata sull’uomo della siepe e sui suoi compari. Hanno agito, e mi dispiace ammetterlo, con un sincronismo perfetto, forti dell’effetto sorpresa e consapevoli che nessuno di chi era in coda avrebbe potuto avere la capacità materiale di inseguirli. In ogni caso, da come si è svolta l’azione, credo che questi signori siano abbastanza allenati a questo genere di malefatte».

«Scese di macchina – prosegue – ci siamo preoccupate piuttosto della signora derubata, madre di due bimbe e visibilmente scioccata. Le abbiamo dato da bere dell’acqua mentre dal locale hanno provveduto a chiamato le forze dell’ordine».

La vittima dell’episodio è una dipendente di un negozio nella galleria dell’Ipercoop. Pur se turbata e impaurita, ha raccontato di aver avuto la sensazione di essere stata seguita all’uscita dal lavoro. Forse i malviventi pensavano che avesse con sé l’incasso giornaliero, ma non era così. Adesso bisognerà vedere i filmati delle telecamere.
 

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