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sanità 

In attesa da due mesi dei risultati del Pap test «E nessuno dice niente»

Maria Salerno

L’esame era stato disposto per scoprire la presenza o meno di alcune patologie. «E il servizio reclami Internet non funziona»

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PESCIA. Sono passati più di due mesi da quando la signora Giuseppina Coscia ha effettuato il Pap test al Centro Donna di Pescia, ma il risultato non è ancora arrivato.

Il Pap test serve ad individuare precocemente tumori del collo dell’utero o alterazioni che col passare degli anni potrebbero diventare tali, può essere fatto come semplice prevenzione ma anche per scoprire alcune patologie. E in questo caso – che è appunto quello della protagonista di questa storia – il “fattore tempo” diventa determinante. La signora Coscia ha effettuato l’esame lo scorso 7 maggio, le era stato detto che in 30-40 giorni avrebbe avuto i risultati. Di fronte al vistoso ritardo, ha provato a chiamare il reparto competente, ovvero Anatomia patologica, dove si sono limitati a confermare il ritardo, aggiungendo che sono attualmente in consegna gli esiti degli esami effettuati a metà aprile. «Non oso immaginare, dunque, quando dovrò attendere ancora – sono state le conclusioni della signora – ho la sensazione di essere finita in un girone infernale, è da prima di Pasqua che ho un problema e ad oggi non sono venuta a capo di nulla. Ma la cosa che offende di più è che nessuno si è preoccupato di avvisare del ritardo. Come pazienti, non abbiamo forse questo diritto?». Il reparto non è stato, poi, in grado di specificare la tempistica in cui avverrà la consegna del risultato. «Così ho deciso di scrivere un reclamo all’Urp tramite il sito internet per poi scoprire che anche quel servizio non funziona – ha aggiunto Giuseppina Coscia – insomma se non è disorganizzazione questa, ditemi cos’è».

Purtroppo non è la prima volta che la donna si è trovata a doversi misurare con una situazione del genere. «Tre anni fa, una situazione simile l’ho vissuta con mio marito, a cui è stato asportato un neo. Anche in quel caso i risultati arrivarono dopo 3 mesi. Come giustificante ci fu detto che la dottoressa incaricata aveva avuto problemi familiari ed era assente dal servizio. Io non contesto certamente questo, ma è immaginabile che un servizio del genere resti scoperto? È giusto che dopo più di due mesi, di fronte ad un esame diagnostico importante come il Pap test, io sia ancora ad aspettare senza nemmeno sapere quanto ancora durerà quest’attesa?».

La protagonista di questa vicenda ha dichiarato, infine, di credere ancora nel potere della denuncia delle inefficienze del sistema, quale strumento di tutela dei cittadini-pazienti, che vengono continuamente bistrattati. «Dire che sono inferocita è dire poco – così si conclude lo sfogo della signora Coscia – questa è un’assoluta mancanza di rispetto, sia nei confronti della salute delle persone che del loro tempo. Ho fatto migliaia di telefonate prima di ottenere una risposta, che comunque non mi ha dato nessuna assicurazione circa i tempi in cui finalmente potrò ottenere questo benedetto risultato» . –

Maria Salerno

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