Sicurezza
Arrestato dopo un anno il ladro di libri pregiati
I carabinieri sono risaliti al presunto responsabile della sparizione di un volume ottocentesco trafugato dal Convento Colleviti
pescia. A un anno esatto dal furto compiuto all'interno della biblioteca del Convento Colleviti di Pescia, dove fu rubato un prezioso "libro corale" risalente all'Ottocento, i carabinieri di Pescia hanno arrestato il presunto responsabile.
Si tratta di un uomo di 65 anni residente a Pontassieve, di cui non è stato reso noto il nome e a cui è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal giudice per le indagini preliminari di Pistoia.
L'uomo, spiegano i carabinieri, ha precedenti di polizia anche per reati analoghi a quello che gli viene contestato.
I carabinieri si sono presentati a casa dell'indagato nel pomeriggio di venerdì. Esattamente un anno prima, il 28 giugno 2018, gli stessi carabinieri erano andati al Convento Colleviti di Pescia, chiamati dai religiosi che si erano accorti della mancanza del prezioso "libro corale", scritto da padre Isidoro Giorgi e catalogato presso la Soprintendenza dei beni culturali di Firenze. Di quel furto le cronache non si sono mai occupate, nessuno ne parlò all’epoca.
La denuncia di furto fu presentata dal religioso legale rappresentante della struttura e le indagini consentirono, nel giro di un paio di settimane, di trovare numerosi indizi a carico del sessantacinquenne che ora viene raggiunto dalla misura di custodia.
Il problema è che il libro non si trova. A casa dell'indagato non c'era e si pensa che possa essere finito quasi subito nelle mani di un ricettatore, e ora chissà dove.
Sette anni fa il Convento Colleviti di Pescia fu involontario protagonista di un’altra vicenda legata al furto di libri preziosi, entrando come parte offesa nell'inchiesta sul furto di centinaia di libri alla biblioteca dei Girolomini di Napoli.
Tre volumi, su 44 totali rinvenuti dalle forze dell'ordine, spariti tempo addietro dal convento di Pescia, furono trovati in una delle perquisizioni effettuate a casa di don Sandro Marsano, che da alcuni mesi era agli domiciliari. La vicenda coinvolse Massimo Marino De Caro, l'ex direttore della biblioteca dei Girolamini costretto dalle accuse di devastazione del patrimonio a "pentirsi" e a vuotare il sacco in cella: era molto facile portare via i libri dai Girolamini, raccontò al giudice delle indagini preliminari. Aggiunse che padre Sandro Marsano, il religioso genovese poi trasferito a Napoli, che aveva abdicato al proprio ruolo di direttore per far posto a De Caro, rimanendo conservatore del monumento, sarebbe stato consapevole dei libri sottratti e venduti in Germania e avrebbe intascato denaro a più riprese da De Caro, fino a "60mila euro", accompagnando De Caro nei viaggi a Londra, a Barcellona, a Milano.
Dove forse è finito anche il “libro corale” rubato l’anno scorso a Pescia. —
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