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Del Rosso, modello svedese portato in valle dei Greppi

Paolo Allegri
Del Rosso, modello svedese portato in valle dei Greppi

A metà degli anni Settanta la famiglia comprò un terreno con alberi e un lago La filosofia di Sari e del figlio: se i cavalli vivono sereni, in corsa rendono di più

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montecatini. Lungo la via Francigena, a metà strada fra Galleno e Chimenti, nel comune di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, c’è un luogo fantastico. Quarantaquattro ettari di terreno, una valle, la valle dei Greppi, bosco con alberi di ogni genere e un lago. Su quei prati crescono i puledri della famiglia Del Rosso, Sari, il patron che dal 1976 ha investito nell’ippica, e il figlio Nicola, proprietario e guidatore nelle corse gentlemen.

La storia ippica dei Del Rosso origina a metà degli anni Settanta con l’acquisto di una proprietà a Galleno e dei cavalli che vi si trovavano, compresa la campionessa Valpiana, che nel 1968 aveva vinto con Nello Bellei il Gran Premio Città di Montecatini. Parte da lì una storia di fattrici come Guadalupe Est che darà a Sari Del Rosso un grande corridore dal nome portoghese, Tome de Sousa, terzo nel Derby del 1996. Questo cavallo velocissimo inaugura la tipologia dei cavalli allevati da questa famiglia montecatinese. Tome sarà un genitore di tante madri base dell’allevamento regalando ai puledri quelle caratteristiche che danno impronta a una griffa allevatoria: soggetti forti, magari un po’ tardivi ma capaci di durare a lungo. Vincere e continuare a vincere o almeno a piazzarsi.

Sari Del Rosso fa arrivare dalla Svezia in Italia un innovatore come Bjorn Lindblom, un maestro di training. Bjorn lo porta a vedere gli allevamenti di quella terra scandinava dove i cavalli stanno allo stato brado, quasi sempre all’aperto. Particolari sono anche le piste di allenamento svedesi, che s’inoltrano sempre nel bosco, così che i cavalli possono passeggiare in quell’habitat ideale, dove l’ossigenazione consente di recuperare dalle fatiche del training. Nicola, proprietario e impegnato in corsa nelle prove per amatori, affianca il padre in questa azienda agricola specializzata nell’allevare cavalli da corsa.

L’idea, all’acquisto del terreno lungo la via Francigena, è quella di riprodurre il modello svedese. Così, ad eccezione del periodo invernale, le fattrici stanno all’aperto negli ampi paddock e si prendono cura dei puledri. Nel centro i cavalli si allenano, anche. Ecco che il disegno dei percorsi riproduce quello di un’ippica al top in Europa come quella di Svezia. I Del Rosso realizzano una pista in salita di 500 metri e una pista dritta di 800. Piste che si insinuano nei boschi su cui i cavalli escono per lunghe passeggiate. Quando i cavalli vivono sereni, in corsa rendono di più. Ecco che Pacha dei Greppi nel 2015 trionfa nel Gran Premio Duomo a Firenze dominando da un capo all’altro, ripetendosi a Milano nel Premio Encat. È un cavallo che a 6 anni ha trovato la sua completa maturità atletica e tecnica. Un trottatore longevo che ad inizio di questo 2019, nelle mani di Nicola Del Rosso, ha saputo trionfare ancora in una prova al Visarno. Quattro anni dopo, questo figlio di Dresda dei Greppi è ancora capace di stupìre.

Già, Dresda dei Greppi, una delle madri esemplari di questo allevamento eccellenza toscana. Uno dei suoi prodotti più giovani, Atzeco dei Greppi, è uno dei più bei cavalli in azione sulle piste italiane. Ancora acerbo, ma ha motore e una lunga progressione che a quattro anni può farlo decollare. Sono cavalli sereni, forti e belli, quelli che crescono in una valle incantata, tra i boschi e il lago. —

Paolo Allegri

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