Il dolore
Conforti lancia l’allarme «Il cimitero cade a pezzi»
PESCIA. Il cimitero urbano del Castellare e quelli delle frazioni languono in un degrado preoccupante, ma tra annunci a futura memoria e gli ostacoli frapposti dalla Soprintendenza delle Belle Arti, tutto rimane drammaticamente fermo. A denunciarlo è il consigliere comunale Francesco Conforti.
«È già passato un anno dal crollo del loggiato orientale del cimitero urbano del Castellare e le macerie continuano a cadere e ad accumularsi – ha scritto in una nota alla stampa – In più, le fondamenta del loggiato occidentale sono vittima di frequenti allagamenti, preoccupanti per la sua stessa stabilità». Il 28 giugno dell’anno scorso il crollo che ha interessato il cimitero monumentale solo miracolosamente non ha coinvolto i visitatori presenti, che hanno riferito di avere sentito un forte boato. I cittadini già da diverso tempo segnalavano crolli: un mese prima, il 28 maggio, crollarono pezzi di intonaco dalla chiesa. Arrivarono i tecnici per il consueto sopralluogo e transennarono l’area. In quell’occasione, il sindaco Oreste Giurlani che si era recato personalmente a vedere la situazione, avendo però già ben presente lo stato in cui versava il cimitero urbano, aveva annunciato che entro il 2019 il monumentale sarebbe stato restituito alla cittadinanza. Già tra gli obiettivi del suo programma elettorale era presente la realizzazione del progetto di ristrutturazione delle parti esistenti e la creazione di nuovi loculi delle varie strutture cimiteriali in tutto il territorio comunale. Un progetto che era stato, a detta del nuovo primo cittadino, già pensato e che prevedeva la realizzazione di oltre 400 loculi e il recupero funzionale della chiesa, chiusa dal 2014. «È tutta transennata – ha evidenziato Conforti a tal proposito – con il tetto già sfondato e rischio continuo di crollo per le guglie». Il progetto in questione dovrebbe ammontare a circa 400mila euro, ed essere realizzato con un project financing.
Il consigliere ha ricordato come negli anni si siano succedute in Comune le mozioni e le interrogazioni su questa delicata questione, ma ciò nonostante si registra una stasi pressoché totale, oltre all’avanzamento del degrado. A versare in condizioni precarie non è solo il cimitero centrale della città, bensì anche quelli della montagna e quelli periferici, in particolare di Collodi. –
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
