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La cartolibreria testimone di mezzo secolo di storia
50 anni per l’attività fondata da Vera Tognozzi e portata avanti dalla figlia Marta «All’inizio eravamo un emporio, 30 anni fa cominciammo a vendere i giornali»
MONSUMMANO. Da quell’angolo tra via Battisti e via Pineta, ora incrocio non agevole, ne hanno viste di cose. Di cambiamenti e trasformazioni. Come la nascita di un intero quartiere, quello delle Case, che ha finito per inglobare anche la Fattoria Medicea, costruita nel 1515 dal Granduca Ferdinando I, nipote di Lorenzo dei Medici, storica residenza di pregio desolatamente chiusa al pubblico da quattro anni. Hanno visto per esempio gli ampliamenti e il potenziamento della quasi confinante azienda Polli, che proprio ieri ha tagliato il traguardo del secolo di vita.
Loro invece di anni ne compiono 50, anzi a novembre 51. La cartolibreria Vera è aperta dal 1968: è tra i più longevi negozi, commercio al dettaglio come si dice, di Monsummano.
Adesso si trova al numero 953 di via Battisti, ma la primissima attività è partita qualche civico più in là. Due anni in affitto, poi nel 1970 la ristrutturazione dell’attuale locale di proprietà, una sessantina di metri quadrati di superficie. Si deve a Vera Tognozzi l’idea di aprire una cartoleria in questa parte di città, anche se la titolare da diversi anni è sua figlia: Marta Gabbani.
«All’inizio non era soltanto una cartolibreria, tutt’altro – racconta la signora Vera – il nostro era un emporio, come usava allora, un vero e proprio spaccio di prodotti vari, ad eccezione di quelli alimentari. Vendevamo biancheria, accessori, detersivi, prodotti per la casa, profumi, libri e libri scolastici, che insieme alla cancelleria teniamo ancora. Il nostro era l’unico negozio in questa zona, poi ne sono arrivati altri, ma non in molti hanno resistito».
Anni d’oro i Settanta e gli Ottanta, perfino i Novanta: Monsummano ha cambiato volto, da paese strettamente rurale a città con migliaia di abitanti. Il boom economico ha voluto dire boom dei calzaturifici e delle aziende del comparto: è nato un distretto, è nata la città del mocassino, l’immigrazione dal sud Italia, fabbriche che crescevano.
«C’era movimento e speranza nel futuro, c’era lavoro, le persone avevano un impiego e così spendevano», dice ancora Tognozzi. L’attività di via Battisti introduce la vendita di quotidiani e riviste nel 1989, l’anno in cui Il Tirreno sbarcò nella Toscana centrale.
«Vendevamo 150-160 copie al giorno di quotidiani, lo stesso per le riviste su base settimanale e mensile. Oggi siamo intorno alle 30-40 copie».
«Con il nuovo millennio è cambiato tutto – aggiunge Marta Gabbani – l’avvento di internet, certo, ma soprattutto il cambio della moneta da lira a euro (nel 2002, nda) e la costruzione di sempre più supermercati e centri commerciali, qui nella zona centrale di Monsummano ne abbiamo quattro tutti vicini, e a tutti hanno permesso di vendere libri e giornali. Poi il lavoro precario, gli stipendi bassi, quando ci sono. Un insieme di fattori che hanno messo in difficoltà le persone, compresi gli esercenti».
Eppure la cartolibreria Vera è ancora lì che tiene duro, con una scontistica (30%) sul materiale scolastico e il cane Willy che accoglie i clienti muovendo la coda ed è capace di strappare un sorriso. Lui, nei centri commerciali, non lo fanno entrare, e neppure vorrebbe. –
Luca Signorini
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