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Stivé: il centrodestra non pensa a Lamporecchio

Martina Trivigno
Stivé: il centrodestra non pensa a Lamporecchio

La consigliera comunale lascia la coalizione di minoranza in aperta polemica con l’ex candidato sindaco e la Lega

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lamporecchio. Se da una parte c’è una consigliera comunale – Virginia Calugi, 31 anni – che ha abbandonato la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Alessio Torrigiani, dall’altra c’è una collega della minoranza – Elena Stivè, 27 anni (anche lei alla prima esperienza in consiglio comunale) che, invece, ha preso le distanze dal gruppo consiliare di centrodestra. Non si placa la polemica che, da più di una settimana, infiamma Lamporecchio. E ora a questo puzzle si aggiunge un ulteriore tassello: la divisione del centrodestra lamporecchiano che, alle amministrative del 26 maggio scorso, ha ottenuto quasi il 20% (746 voti). Due i seggi “conquistati” in consiglio comunale: uno occupato dal candidato a sindaco Giovanni Valter Testai e l’altro da Stivè (che, come detto, si è però ben presto smarcata). Ma cerchiamo di capire cosa è successo.

«Ho accettato di candidarmi per una mia simpatia “politica” nei confronti di questa coalizione – spiega la consigliera – ma l’entusiasmo è scemato, sempre di più. Il motivo? La totale assenza di un interesse incentrato sul bene del paese e dei cittadini, per me fondamentale. Il candidato a sindaco Testai e la classe dirigente della Lega, infatti, hanno dimostrato un interesse rivolto soltanto alle elezioni europee. L’obiettivo era fare “numeri” per il partito e nessun programma condiviso per Lamporecchio. Per questo ho deciso, insieme ad altri che condividevano il mio stesso disagio, di portare avanti comunque l’impegno elettorale e di smarcarmi dai partiti, se eletta». Ed effettivamente Stivè – con le sue 54 preferenze – è stata la consigliera più votata della coalizione di centrodestra. Ma giovedì scorso, durante l’insediamento del consiglio comunale, ha subito preso le distanze. E non esclude neppure un’alleanza con l’altra consigliera fuoriuscita, in questo caso, dal gruppo di maggioranza: Calugi, appunto, la più votata della sua lista. A farle prendere questa decisione – più unica che rara nella storia politica di Lamporecchio – la sua esclusione dalla giunta, nonostante le 245 preferenze ottenute. E pure la nomina di un assessore esterno alla prima esperienza amministrativa, proprio come lei.

«Non ho ancora avuto modo di parlare con la consigliera Calugi, dopo il consiglio che l’ha vista protagonista di una scelta difficile ma a mio parere inevitabile e assolutamente condivisibile – prosegue Stivè –. Lo farò nei prossimi giorni perché l’idea di due mamme giovani e con figli piccoli che possano esprimere la loro sensibilità a livello amministrativo su temi spesso delicati e poco approfonditi, mi stimola e mi appassiona moltissimo».

«Sarò “civica” nel senso stretto del termine – conclude –, cercando di lavorare usando il buon senso come metro di giudizio. Mi opporrò alle scelte che riterrò poco vantaggiose o troppo dispendiose per la comunità, ma cercherò anche di proporre interventi mirati». –

Martina Trivigno

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