Il dolore
Torrigiani: «Ho fatto le mie scelte in ragione del programma»
Il sindaco interviene cercando di porre fine alle polemiche nate dopo che la consigliera Calugi è uscita dalla maggioranza vista l’esclusione dalla Giunta
LAMPORECCHIO. «Ho preso in considerazione la consigliera Virginia Calugi, al pari di altre persone fuori e dentro la lista. Poi, in totale autonomia e libertà, ho fatto le mie valutazioni e conseguenti scelte, avendo come unico obiettivo quello di garantire a Lamporecchio una giunta funzionale che rispondesse alle esigenze operative del programma elettorale e del paese». Fino a ora il sindaco Alessio Torrigiani non aveva ancora parlato. Nonostante da più fronti arrivassero richieste di spiegazioni per aver nominato assessore esterno la 41enne Stella Volpi, alla sua prima esperienza amministrativa e prima dei non eletti in consiglio comunale. Ed è stata proprio Calugi, 31 anni, la consigliera più votata con le sue 245 preferenze, a sollevare un gran polverone. Quando giovedì scorso, durante l'insediamento del consiglio, si è alzata, andandosi a sedere sui banchi dell'opposizione e costituendo un nuovo gruppo consiliare d'impostazione civica. «Avrei capito - aveva spiegato al Tirreno - se il sindaco avesse scelto qualcuno con un'esperienza amministrativa alle spalle. Invece l'assessora Volpi è alle prime armi, proprio come me. Con la differenza che non è riuscita a entrare neppure in consiglio».
«La nomina degli assessori - ribatte Torrigiani - è sempre fonte di spiacevoli polemiche che mi auguro siano frutto del fatto che ci troviamo di fronte a sane e legittime ambizioni. Oggi la politica ha velocità e variabilità elevatissime e certe situazioni saranno sempre più all'ordine del giorno: basti vedere il doppio cambio di gruppo consiliare avvenuto nella prima seduta». Oltre a Calugi, il primo cittadino si riferisce alla consigliera Elena Stivè, 27 anni, eletta nelle fila del centrodestra e poi "smarcatasi". «I dodici consiglieri che siedono in consiglio - prosegue il sindaco - non sarebbero mai stati eletti con i soli voti della loro preferenza, senza il totale dei voti della lista in cui sono stati candidati. La legge, poi, non prevede alcun automatismo tra la carica di consigliere, di natura elettiva e rappresentativa, e l'incarico di assessore che, al pari di un ministro della Repubblica, si assegna per nomina».
«Ho chiesto a tutti i candidati della mia lista - conclude Torrigiani - di non fare una campagna elettorale rivolta solo alla preferenza personale, perché il piazzamento ai primi posti della classifica delle preferenze non sarebbe mai stato un criterio per individuare i nuovi assessori. Le scelte fatte, nel bene e nel male, saranno sempre e solo imputabili al sindaco. Se le valutazioni che ho fatto saranno state azzeccate, solo il tempo e i risultati lo potranno dire».
Martina Trivigno
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