Sicurezza
Spacciatore di eroina in carcere per 6 anni: e poi sarà espulso
Condanna definitiva per un giovane nigeriano che fu arrestato dagli investigatori del commissariato insieme a quattro connazionali
MONTECATINI. L’eroina veniva chiusa in “palline” termosaldate, messa in bocca sotto la lingua e poi spacciata. Nei pressi delle due stazioni ferroviarie e altre zone “difficili” di Montecatini: nei dintorni dell’ex pronto soccorso di via Manin, via Garibaldi, via Marruota. E i clienti, una volta ricevuta la dose, erano poi obbligati a nasconderla nello stesso modo, in bocca, per evitare guai nel caso di controlli da parte delle forze dell’ordine. Nel febbraio dello scorso anno, era stata l’operazione “Black Station” a sgominare il giro di spaccio. I poliziotti del commissariato di Mntecatini, diretti dal vicequestore Mara Ferasin, avevano arrestato cinque spacciatori nigeriani, colpiti dalle misure di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale.. Adesso, per uno di loro, Peace Ijeh, 20 anni, che era finito agli arresti domiciliari, si sono spalancate le porte del carcere. La condanna a 6 anni di reclusione e 40.000 euro di multa inflittagli al termine del processo è infatti passata in giudicato. E gli stessi investigatori della Squadra di pg del commissariato che lo avevano arrestato la prima volta sono andati a prenderlo a casa per portarlo nel carcere di Pistoia, dove sconterà la pena. E una volta uscito di cella, per lui scatterà il rimpatrio: i giudici, infatti, come pena accessoria, gli hanno inflitto quella della misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio italiano.
A conclusione dell’operazione “Black station”, coordinata dal pm Claudio Curreli, come detto, a finire in manette furono complessivamente in cinque: oltre a Peace Ijeh, anche (tutti portati in carcere)Emmanuel Ifeadi, 25 anni, Isaiah Okobu, 26, Amaro Okonkwor, 35, e Kelvin Elimian, 25 anni. Si era trattato dell’epilogo di un’attività investigativa iniziata a marzo 2017 e portata avanti con appostamenti e pedinamenti, e anche riprese video, attraverso cui gli investigatori erano riusciti ad immortalare il metodo del passaggio “bocca a bocca” delle dosi di eroina fra spacciatore e cliente. —
Massimo Donati
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