Sicurezza
Un tavolo di lavoro comune per far ripartire le Terme
L’iniziativa coinvolge le istituzioni e gli imprenditori Ieri vertice a Firenze con l’assessore Fratoni e il consigliere Simoncini
MONTECATINI. Un tavolo di lavoro tra istituzioni e imprenditori con l’obiettivo di far ripartire le Terme. Dato che – si apprende – gli investitori privati sono tutti “fuggiti” dopo aver visionato i conti della società. È quanto è emerso ieri nell’incontro tra Regione (presenti l’assessore al termalismo Federica Fratoni e il consigliere del presidente alle crisi aziendali Gianfranco Simoncini) e comitato commercianti, nel corso del quale quest’ultimo ha presentato un progetto di rilancio che si fonda sulla ristrutturazione del debito e sul finanziamento con la tassa di soggiorno. All’incontro a Firenze erano presenti sei o sette imprenditori e tra questi il loro portavoce, Andrea Bonvicini. Il gruppo ha mostrato una serie di foto relative alle tante attività chiuse in centro.
«In pochi anni – spiega Bonvicini – abbiamo perso 300 posti di lavoro: le istituzioni si devono occupare non solo dei 50 dipendenti delle Terme, ma delle centinaia che lavorano nelle nostre imprese». È necessario, secondo il comitato, dare una svolta alla città. E per far questo serve una seria programmazione. «La Regione, purtroppo – dice Bonvicini – non ci ha ancora illustrato un piano industriale, ma il clima che si è creato è stato estremamente collaborativo che ci ha lasciati fiduciosi».
Intanto il comitato ha presentato il suo progetto, per il quale resta valida l’idea di villaggio termale già delineata da Massimiliano Fuksas e che coinvolge gli stabilimenti Tettuccio, Excelsior, Leopoldine e Salute. «Le nostre idee – spiega il titolare della famosa boutique – sono sostenibili e concrete. Dato che i privati potenzialmente interessati fuggono, in quanto le Terme oggi non sono appetibili e si trovano in una situazione insostenibile per qualsiasi investimento, dobbiamo essere noi a coinvolgere le banche e i fornitori, partendo dall’assunto che le risorse ci sono, sia attraverso la Regione (che dovrà trovare un tecnicismo per superare il limite al finanziamento delle aziende partecipate in perdita), sia con la tassa di soggiorno. L’importante è che questi soldi servano poi non per la spesa corrente, ma per fare investimenti».
«È stato un momento di confronto franco e positivo – commenta l’assessore Fratoni – e non poteva che essere così, per il dialogo costante con i rappresentanti del territorio e dato che l’obiettivo di uscire dalla crisi è ampiamente condiviso e ci vede tutti impegnati. La tematica è complessa e deve essere affrontata a un tavolo con la nuova amministrazione comunale e le categorie economiche, metodo avviato durante gli anni della giunta Bellandi».
«Ora – conclude Bonvicini – si dovrà aprire il momento del confronto. Ognuno porterà il suo contributo e insieme cercheremo di dare un’accelerata a una situazione che appare bloccata». –
David Meccoli
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