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Montecatini

il caso 

Consorzio di bonifica, stallo dopo due mesi dalle elezioni

Luca Signorini
Consorzio di bonifica, stallo dopo due mesi dalle elezioni

Montecatini, l’assemblea non si è ancora riunita e nessuna decisione è stata presa

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MONTECATINI. Il nuovo corso del Consorzio di bonifica Basso Valdarno si è aperto come si è chiuso quello vecchio, cioè con un commissario a tenere le redini, Fabio Zappalorti. L'assemblea consortile è stata rinnovata con le elezioni di inizio aprile ma, a distanza di due mesi, ancora non si è riunita e nessuna decisione è stata presa. Le due convocazioni in calendario sono saltate per la mancanza del numero legale. Impasse era e impasse rimane. Dice la sua Legambiente, con il presidente regionale Fausto Ferruzza: «Sono passati due mesi dalle libere elezioni che hanno determinato il rinnovo degli organismi dirigenti, e nel Consorzio Basso Valdarno non si è ancora stati capaci di raggiungere il numero legale per eleggere il presidente e gli altri organi sociali. Per questo ci permettiamo di diffondere un appello accorato e urgente a tutte le istituzioni coinvolte, affinché questa situazione di stallo cessi nel minor tempo possibile. Ne va della credibilità della nostra stessa democrazia». . Pare c'entrino altre elezioni, questa volta comunali. Nuovi sindaci, nuove giunte e nuovi consiglieri avrebbero ritardato l'avvio dei lavori dell'organismo che si occupa della sicurezza idraulica di un territorio immenso: oltre 200.000 ettari di terreno e 4.000 chilometri di reticolo idraulico che tocca cinque province.

«Diversi nuovi sindaci sono stati nominati dalla Regione Toscana dentro l'assemblea (soprattutto del pisano, come San Miniato e Pontedera, nda) – dice Pietro Neri, tra gli eletti ad aprile – e non conoscendo la materia a fondo hanno chiesto tempo per studiare i dossier. Si tratta di consentire questo passaggio. È sicuro comunque che l'incarico del commissario va in scadenza il 18 giugno: a meno di proroghe, a breve dunque dovrà essere convocata una nuova riunione. Va nominato il nuovo presidente e lo staff di presidenza».

Dei 28 consiglieri, 13 sono sindaci (o delegati): per la Valdinievole figurano Larciano, Ponte Buggianese, Pescia e Buggiano, solo quest'ultimo è un nuovo ingresso ma Daniele Bettarini già conosce il da farsi. E 15 sono gli eletti, il nostro territorio ne ha 6: oltre a Neri, anche Stefano Fedi, Maurizio Ventavoli, Cinzia Cipriani, Tiziano Baioli e Pietro Barachini. Più c'è un rappresentante regionale, che Firenze però non ha ancora nominato e siamo a metà giugno.

Ancora Neri: «Vista la quota di rappresentanza dei consiglieri eletti, la Valdinievole aspira ad avere un ruolo importante dentro il Consorzio, proporzionato ai voti espressi. Ci aspettiamo di entrare a far parte dell'ufficio di presidenza, che conta tre membri. Probabilmente ora i 13 sindaci faranno una consultazione fra loro per dare delle valutazioni sui consiglieri eletti e scegliere presidente e suo staff».

Quando ci sono fiumi, fossi e argini da monitorare con attenzione, l'ente consortile si arena sugli incarichi. Non è ormai cosa nuova visto com'è finita nel mandato precedente, terminato con il commissariamento. Il vento di novità auspicato con le elezioni di aprile, per ora resta un augurio. Il Consorzio di bonifica dimostra di essere un organismo dai meccanismi lenti e complicati, burocrazia canaglia. E già la materia da trattare è complessa. —

Luca Signorini

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