Il dolore
Processo rapido per Scotto: chiede il rito abbreviato
chiesina uzzanese. Sarà processato con rito abbreviato Danny Scotto, il 27enne di Chiesina Uzzanese in carcere da novembre con l’accusa di aver ucciso l’amico Giuseppe Marchesano nel salotto della sua abitazione a Casteldelbosco, nel comune di Montopoli in provincia di Pisa. Il sostituto procuratore Sisto Restuccia ha chiesto il rinvio a giudizio e l’avvocato di Scotto, la legale Barbara Luceri ha formalizzato la richiesta di abbreviato condizionato alla valutazione della perizia psichiatrica cui è stato sottoposto il giovane che, dopo una prima confessione, ha poi ritrattato. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. L’udienza è in programma davanti al gup Giuseppe Laghezza a metà luglio. In quella sede il giudice potrà ammettere l’imputato al rito ed eventualmente disporre di iniziativa una consulenza sull’imputato.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo, Scotto la sera del 9 novembre scorso partì da Chiesina Uzzanese con l’idea di uccidere l’amico Giuseppe Marchesano, i cui familiari sono assistiti dall’avvocato Ivo Gronchi. Quei colpi di pistola – undici – sparati con la 357 Magnum non furono per l’accusa un gesto d’impeto, la follia incontrollata di uno scatto d’ira. No, Scotto voleva ammazzare il 27enne già al momento di salire sul pick-up del nonno con cui arrivò davanti all’abitazione di Marchesano a Casteldelbosco. Era il giorno del suo compleanno e nel delirio che ormai lo aveva rapito voleva regolare i conti con chi, tra i tanti dai tempi della scuola, non lo aveva accettato come amico. Il possesso dell’arma ha pesato sulla qualificazione dell’aggravante contestata dal magistrato al momento dell’avviso di chiusura dell’indagine. Le prove contro di lui non ammettono grandi margini di dubbio. Non tanto per la confessione, quanto per l’esito della perizia balistica che attribuisce alla pistola di Danny i proiettili trovati nel corpo della vittima e nell’appartamento. Colpito alla testa in una sequenza di follia proseguita con altri spari alle gambe e ai genitali dopo avergli abbassato i pantaloni della tuta. –
P. B.
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