La manifestazione
Baroncini: «Le Terme sono il nostro mare»
Insediato il consiglio comunale. Nel programma sicurezza, pulizia e decoro. «Riapriranno i bagni pubblici in piazza»
Montecatini. In principio, c'è un sussulto patriottico. Era atteso vista la nuova indole. Dagli altoparlanti risuona l'inno d'Italia, la sala canta. «Sarà una prassi per i prossimi cinque anni», avverte il neo sindaco Luca Baroncini. Che poi si dà a una massima: «Anche la forma è sostanza». E intima i consiglieri a tenere un adeguato “dress code”: per gli uomini almeno la giacca, meglio se con la cravatta, alle adunanze. Tanti i cittadini a seguire il consiglio comunale di insediamento, speriamo tornino. Caldo asfissiante e applausi in serie. Diverse facce sono nuove, altre un po' meno. Guida inizialmente la seduta Edoardo Fanucci, consigliere anziano, ovvero quello con più preferenze sommati i voti di lista e i voti alla sua persona. Legge un proclama che Egisto Simoncini scrisse nel 1905, per la primissima riunione consiliare di Montecatini diventato “Comune libero e autonomo”.
GLI ASSESSORI.
Ai lati di Baroncini c'è la giunta al completo, nominata qualche giorno fa. Il vicesindaco Francesca Greco (Forza Italia), con deleghe ad attività produttive, edilizia privata, informatizzazione e innovazione tecnologica. Della Lega (come il sindaco) sono Antonella Volpi, delega al sociale e alla partecipazione; ed Emiliano Corrieri, si occuperà di sicurezza, polizia municipale e ambiente. Alessandro Sartoni, già assessore oltre dieci anni fa, sventola la bandiera di Fratelli d'Italia tenendo la materia dei lavori pubblici. Non manca Alessandro Lumi, l'unico assessore esterno, si dice “tecnico” in gergo: ai lui bilancio e tributi. A uno a uno salutano e ringraziano.
I CONSIGLIERI.
In maggioranza già conoscono gli scranni del municipio di viale Verdi Andrea Gabbani e Giovanni Spadoni, marchio Forza Italia. Per gli altri è il primo ingresso: Federica Rastelli (Fratelli d'Italia), per la Lega Luciana Bartolini (capogruppo), Luca Tacconi, Aimone Natalini, Fabrizio Macaione, Rubina Baldecchi e Karim Toncelli, che è il consigliere più giovane, 23 anni. In quota Forza Italia c'è anche Nicola Guelfi. All'opposizione sono in sei. Cinque del Pd: Edoardo Fanucci (capogruppo), l'ex vicesindaco Ennio Rucco, gli ex assessori Helga Bracali e Alessandra De Paola, la new entry Gianna Rastelli. Il quadro lo chiude il Movimento 5 Stelle con Simone Magnani.
LA PRIMA VOTAZIONE.
Si eleggono presidente e vicepresidente del consiglio comunale. Ci vogliono due votazioni per entrambi, la scelta arriva a maggioranza assoluta. Posiziona l'urna, distribuisci i foglietti dove scrivere il nome: i consigli vivono anche di queste procedure. Come presidente viene eletto Giovanni Spadoni, vicepresidente Magnani per rappresentare le minoranze,. «Scelta apprezzata», dice Fanucci.
IL SINDACO.
Baroncini si commuove quando racconta la storia di suo nonno che aveva 3 dita mozzate per essersi rifiutato di rinnegare la patria durante la seconda guerra mondiale, restando così nel campo di lavoro. «Un giorno sapevo che l'avrei detto a tutti, ho deciso che il giorno era questo. Non avrò padroni, ma sarò servo dei miei concittadini. Io sarò l'ultimo dei cittadini, non il primo, al servizio di tutti».
LE COSE DA FARE.
Sicurezza in primis: più poliziotti e agenti della municipale, altre telecamere e varchi, «tolleranza zero per chi non rispetta le regole». Manutenzione e pulizia della città, ripristino dei bagni pubblici in piazza del Popolo e in pineta per l'arredo urbano che sa di turismo, un turismo di eventi. «Se l'assessore al turismo è il sindaco, vale doppio», torna a ribadire Baroncini. Che dice: «Le terme per Montecatini sono come il mare per Viareggio». In zona sud controlli contro la prostituzione, festa del Sottoverga, negozi aperti. Scuole e impianti sportivi a norma, piano per eliminare le barriere architettoniche, «più verde e più alberi». Progetto con la Società della Salute per il reinserimento lavorativo, «le persone non devono dipendere dal Comune». Da valorizzare Montecatini Alto («la nostra gemma») e la Nievole («il nostro polmone verde»). Sul punto, Sartoni all'inizio era stato già più cauto: «Sarebbe un grande successo recuperare l'orgoglio di essere montecatinesi. Oggi sembra una colpa, qualcosa di cui non andare fieri». Al via le ostilità. —
Luca Signorini
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