Il Tirreno

Montecatini

Torrigiani annuncia la squadra ma scoppia già una grana

Martina Trivigno
La Giutna di Lamporecchio, da sinistra: Cetraro, Tronci, Torrigiani,  e Volpi (manca Bochicchio)
◗
La Giutna di Lamporecchio, da sinistra: Cetraro, Tronci, Torrigiani, e Volpi (manca Bochicchio)

La candidata con più preferenze è stata esclusa e ora afferma che sta decidendo se dimettersi oppure restare in consiglio ma come autonoma

2 MINUTI DI LETTURA





LAMPORECCHIO. Stasera, alle 21, 30, ci sarà l’insediamento del consiglio comunale. Ma da quando il sindaco di Lamporecchio, Alessio Torrigiani, ha presentato la squadra che l’accompagnerà per i prossimi 5 anni, le acque iniziano già a essere agitate. Ma cominciamo dall’inizio: nella giunta Torrigiani bis ci sono due riconferme – il già vicesindaco Daniele Tronci, 39 anni, e pure Monica Cetraro, 39 anni – e due assessori alla loro prima esperienza amministrativa: Alessandro Bochicchio, 47 anni, e Stella Volpi, 41 anni, rimasta esclusa dal consiglio comunale con le sue 103 preferenze, ma “ripescata” da Torrigiani e nominata assessore esterno con deleghe al lavoro, artigianato, commercio e attività produttive, fiere e grandi eventi, comunicazioni. A Tronci, invece, il sindaco ha affidato ambiente e territorio, casa, famiglia, scuola e politiche sociali, salute, bilancio, risorse strategiche e patrimonio. Mentre a Cetraro sono stati riconfermati turismo, cultura e innovazione tecnologica. Bochicchio, invece, dovrà gestire lavori pubblici, edilizia scolastica, sport e tempo libero, mobilità, viabilità, trasporti e Polizia locale, mentre l’80enne consigliere Remo Micheli è stato nominato referente per le attività e iniziative sportive territoriali.. Ma ora già un seggio del consiglio comunale potrebbe essere in bilico. Si tratta di quello di Virginia Calugi, 31 anni, che a questa tornata elettorale ha ottenuto, con il vicesindaco Tronci, il maggior numero di preferenze (245). “È vero che la decisione di chi nominare assessore spetta unicamente al sindaco – ha scritto Calugi in un intervento su Facebook –, ma mi chiedo: il voto del popolo non conta proprio niente? Che senso ha chiedere di esprimere le preferenze se poi viene attribuito un assessorato a chi addirittura non ha raggiunto i voti necessari per la carica di consigliere? ”.

“Sicuramente – conclude – non rimarrò seduta accanto a chi ha dimostrato di non aver fiducia in me e nelle mie capacità. Deciderò se dimettermi o rimanere lì facendo valere unicamente le mie idee”. —

Martina Trivigno

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa